OCCHIO DI FALCO

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lunedì 17 marzo 2025

UNA LOTTA IINVISIBILE... QUANDO IL CORPO PARLA

  


Disegno realizzato da Giorgia Chen

Ad oggi si verificano più frequentemente casi di giovani che soffrono di disturbi alimentari. La causa principale spesso è lo stress. Lo stress, non ha solo conseguenze a livello di perdita di controllo sul tipo di cibi consumati, ma anche sulla quantità e sulle abitudini alimentari. Le situazioni stressanti tendono a modificare e ad influenzare il rapporto dei giovani con il cibo e di conseguenza il nostro comportamento alimentare. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che lo stress altera il consumo di cibo. I disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia nervosa, la bulimia e la fame nervosa sono patologie sempre più diffuse e preoccupanti.

Le persone colpite da questi disturbi “usano” il corpo e il cibo per colmare un disagio a livello psicologico. Nella fame nervosa pare che alcuni ormoni, come cortisolo (ormone che viene prodotto dalle ghiandole surrenali) e leptina (ormone prodotto dal tessuto adiposo), sembrano ricoprire un ruolo importante poiché hanno la capacità di regolare il consumo di cibo. Il rischio in cui si potrebbe incorrere è quello di sovra stimolare questo sistema di ricompensa a livello cerebrale: si consolida l’abitudine di mangiare frequentemente e di optare per alimenti non sani.

Questo comportamento, a lungo andare, aumenta il BMI, il peso e la massa grassa del soggetto. I soggetti stressati in generale tenderanno a reagire essenzialmente in due modi: l’aumento o la diminuzione del fabbisogno calorico giornaliero del 40% circa. Ad esempio, in uno stato di stress cronico si assiste ad un dispendio elevato di magnesio e alle sue conseguenze, carenza che, non colmata, diventa un fattore di rischio per cardiopatia, colesterolo elevato e ipertensione. Le condizioni descritte ci fanno pensare al film “Fino all’osso” che rappresenta che rappresenta alcuni tipici comportamenti anomali di chi soffre di DCA, sia nell'ambito dell’eccesso che nell'ambito della restrizione alimentare; lo fa attraverso scene sicuramente crude, ma d’altronde molto reali.

Questa scelta è da apprezzare, poiché solo raccontando la realtà della malattia si può aiutare a comprendere quali siano i segnali di riconoscimento dei suoi sintomi. Altrettanto veritiera è la mancata individuazione di una precisa causa della manifestazione della malattia. Sicuramente l’infanzia di Ellen non è stata facile; lei non si è mai sentita «accudita» dai genitori e, soprattutto dopo il loro divorzio, si è sentita abbandonata da entrambi. Questo è uno tra i fattori scatenanti la malattia, ma non l’unico, in quanto i disturbi alimentari sono malattie multi-fattoriali ed ogni storia ha poi le sue peculiarità. Il film dà un importante monito: per curare la malattia è necessario chiedere aiuto, e soprattutto, accettare tale aiuto. Ellen, solo alla fine del film, si rende realmente conto della gravità del suo stato e, solo in quel momento, accetta dii farsi aiutare.

La consapevolezza è solo il primo step di un lungo percorso in cui è necessario cercare persone esperte che diano «la mappa» per raggiungere lo stare bene. Cos'altro serve? Lo suggerisce Luke alla fine del film «Il coraggio è un pezzo di carbone che decidi di inghiottire ogni giorno». Nell’immaginario di Ellen, Luke pronuncia questa frase quando lei prende coscienza di come è realmente e trova la voglia e la speranza di ritornare nella casa di ricovero per continuare il percorso con il Dottor Beckham.

Ebbene, questa frase suggerisce un concetto importante: la guarigione si sceglie ogni giorno. Ogni giorno si può far qualcosa per invertire la rotta. Piccoli passi, ma quotidianamente, senza fermarsi. 

 Rebecca Li Vigni e Giusi Simone III L indirizzo Economico-Sociale IIS "Rosina Salvo" di Trapani- Progetto PNRR Futura "Il giornalismo digitale nell'era dell'I.A"




















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venerdì 14 marzo 2025

Il rapporto fra madre e figlio in "Quando sarai piccola" di Simone Cristicchi

 


Oggi parliamo del brano portato da Simone Cristicchi a Sanremo 2025 “Quando sarai piccola”. Simone ritorna a Sanremo dopo averlo vinto nel 2007 e l’ultima apparizione registrata nel 2019 con “Abbi pietà di me”. Con questo brano portato nel 2025 Cristicchi porta una canzone un pò diversa dal solito, parlando perlopiù del rapporto tra genitori-figli mettendo in evidenza che ovviamente un giorno dovremo prendere il posto dei nostri creatori, parlando di quanto sia difficile il rapporto con i propri genitori ma inevitabilmente restituire l’amore che ci hanno dato. È un brano che richiama atmosfere del passato perché è tutto pianoforte e orchestra, non c’è traccia di elettronica.

Forse è questa la sua forza: è nel tempo e allo stesso tempo fuori. Non si tratta solo di una canzone ma di un racconto di vita autentica, un’esperienza che ha vissuto in prima persona. La donna che diventa bambina nel brano è sua madre, Luciana, che nel 2012 è stata colpita da un’emorragia cerebrale devastante, lasciandole danni irreversibili. Il tema della fragilità è universale, ma raramente viene affrontato in modo diretto. E il pezzo scritto insieme alla sua compagna, “Amara“ (Erika Mineo), era rimasto in sospeso per cinque anni.

Lo hanno realizzato durante il lockdown cercando di non cadere nella retorica: ma sentivano che possedeva una forza emotiva che dovevano condividere al momento giusto. Per Cristicchi è importante che arrivi il messaggio: "In questa canzone ho voluto evitare la retorica perché se l'avessi percepita non l'avrei nemmeno presentata a Sanremo. Ci siamo commossi tutti perché si tratta di storie vere, è vita autentica, si toccano delle corde emotive in questo mondo in cui c'è una grande comprensione emotiva, non riusciamo più a trasmettere molto".

E ancora: "In questo brano ho voluto descrivere la sofferenza di vedere un genitore diventare fragile, ma c'è anche la rabbia di vedere una persona amata cambiare e la fatica di volerlo accettare. Noi artisti siamo solo dei fotografi, la canzone è un momento di libertà per raccontare una storia".Per finire Cristicchi ha ricevuto dei premi come il "Premio della Sala Stampa Lucio Dalla" e il "Premio Giancarlo Bigazzi" per la miglior composizione musicale.

Giuseppe Ingrassia III L indirizzo Economico-Sociale IIS "Rosina Salvo" di Trapani

 Progetto PNRR Futura "Il giornalismo digitale nell'era dell'I.A"



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lunedì 10 marzo 2025

IN MEMORIAM MAURI MANNONE - QUI IRRITE SIBI DEDIT MORTEM KALENDIS MARTIIS MMXXV

 



La morte è l’e-vento più terribile che cadit ad all’ens fatto per il bios, che è l’unica dimensione nella quale l’ens sussista o possa sussistere. La morte per il e nel bios è il contro-potere della potenza biotica. Ma ac-cade, cioè cade ad, irrompe sul l'ens spezzandone il nesso col bios, almeno di quel nesso che fa quel l'ens. Ma se il casus in quanto ac-cadimento è fatale e destinale (Heidegger) non lo è il gesto compiuto in direzione della anticipazione dell’ac-cadimento (moto puramente zoico). E’ vero la morte è sempre in anticipo rispetto alla volontà di potenza, in quanto sempre intrinsecamente ed estrinsecamente incombente (“Lo straniero molteplice che fa intrusione nella mia vita… Nancy).

Nella visione senecana la fuga anticipata è un remedium mali, ma dinanzi ad una impossibilità sovrastante e circostante, mentre l’ens deve lottare in tutti gli altri casi in quanto existentia militia est super terram. Nella nostra condizione moderna, l’ens, ridotto all’io, è rinchiuso nella sua finitudine (Paul Ricoeur), che diventa solitudine assoluta. Rinchiuso in se stesso l’Io, drammaticamente solo trasuda angoscia. Ed è inutile che si sporga fuori dal suo involucro, dal suo Io–coscienza, alla ricerca dell’altro-da-sé come stordimento, come evasione, come supposto impegno, poiché non è l’altro-da-sé che lo giustifica in sé, per sé, con sé. Dopo e in ogni caso deve pur ritornare in sé: ed è lì che il desiderio di morte lo ghermisce (Freud).

E’ invero in sé che deve trovare l’altro-da-sé, nella sua trascendenza che è l’unica e sola cosa motivante. Senza di essa l’Io-coscienza, ridotto a se stesso, gira nel suo circuito mortale e finisce per auto-annientarsi.

L’altro-da-sé (sia inteso in senso levinasiano che sartriano) non può salvarlo, né sostenerlo, né aiutarlo, né confortarlo. Il collega Mauro, per quanto motivato nella ricerca-proiezione esterna, è stato annientato dalla solitudine interna, nemica acerrima dell’Io-coscienza moderna (atomo angosciato).

La nostra tradizione elladica è di contro di aiuto nello scoramento e nella titubanza: addita il NOUS da ri-ascoltare (nel senso di auscultare in quanto da sempre lì è eterno).

Gioacchino Grupposo

Docente di francese

Istituto "Rosina Salvo" Liceo Linguistico

 

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venerdì 7 marzo 2025

“ Una nuova cultura multietnica nelle scuole italiane ” Promuovere l’inclusione : obiettivo primario delle Istituzioni scolastiche

 




Una classe multiculturale



Negli ultimi anni la scuola si  è rivelata non solo un luogo per acquisire idee, ma anche un ambiente  per formare e costruire una visione del mondo migliore. In questo contesto, la cultura riveste un ruolo fondamentale, poiché non riguarda solo ciò che impariamo, ma come impariamo a vivere insieme.


Il rapporto sulla scuola italiana fatto da Save the Children, intitolato “Il mondo in classe” analizza la diversità culturale delle scuole italiane. Il documento sottolinea che attualmente ci sono più 800.000 giovani immigrati, che rappresentano oltre il 10% del numero di iscrizioni nelle scuole italiane. Il rapporto rimarca le sfide affrontate da questi studenti e propone delle strategie per promuovere l'inclusività.    

Questi articoli descrivono diversi punti di vista sull’esistenza e l’importanza della cultura in classe e determinano la chiave di metodi educativi inclusivi.


Nella scuola trapanese “Rosina Salvo”, come nelle altre scuole, capita spesso di ritrovarsi - e di conseguenza confrontarsi - con compagni che hanno una cultura diversa dalla nostra.

Non sempre riescono a integrarsi facilmente  nelle classi a causa delle differenze, in primis linguistiche. Per fortuna, col tempo, molte scuole italiane hanno iniziato a cercare diverse strategie per promuovere l’inclusione di studenti stranieri e creare un ambiente scolastico multiculturale.


Ad esempio, l’introduzione di mediatori culturali aiuta a promuovere la comunicazione tra scuole e famiglie, soprattutto per i genitori che non parlano fluentemente l’italiano.

Inoltre favorisce la collaborazione nella realizzazione di iniziative per promuovere il consenso e il reciproco rispetto tra culture diverse. 

La comunicazione interculturale promuove la comprensione e il rispetto delle diverse culture in classe, migliora l'inclusività degli studenti nelle varie culture e quindi riduce stereotipi, incomprensioni e pregiudizi, il che può anche migliorare notevolmente il problema della discriminazione razziale.

 Inoltre, la comunicazione può anche aiutare gli studenti stranieri a migliorare le loro abilità linguistiche. Alcune scuole adottano strategie di tutoraggio tra pari e gli studenti italiani aiutano gli studenti stranieri a imparare le lingue e le materie scolastiche.

In generale, le scuole italiane stanno facendo progressi in materia di inclusività, ma il processo è ancora in evoluzione e richiede l'impegno continuo di istituzioni, insegnanti e comunità locali.


Giorgia Chen e Simona Alfano 3^L

Opzione economico sociale

Progetto PNNR FUTURA "IL giornalismo digitale nell'era dell'I.A.


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lunedì 24 febbraio 2025

DON LUIGI CIOTTI INCONTRA A TRAPANI IL MONDO DELLA SCUOLA

 


"Oggi a Trapani non c'è Luigi Ciotti, ma ci siamo Noi". Esordisce così il fondatore di LIBERA nell'aula Magna dell’IC Ciaccio Montalto, dove oggi si è svolto un seminario rivolto a docenti e dirigenti sul tema : “Il Ruolo della Scuola nel Contrasto alle Mafie. Verso il 21 Marzo 2025”, promosso da Libera, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola.

Ma come nasce la giornata del 21 marzo? 

" Nasce per quel caffè che non ho preso con Giovanni Falcone a Gorizia - racconta Don Ciotti - Un anno dopo Falcone no c'era più; durante una cerimonia con altri colleghi una donna piangeva a dirotto, ma ha preso energia e mi ha chiesto - come mai non dicono mai il nome di mio figlio?...era la madre di Antonio Montinaro. Da lì nasce l'idea della Giornata della Memoria e dell'Impegno.

Il diritto alla verità veniva chiesto un mese dopo al Senato della Repubblica. Era il 1996 e, da allora, ogni anno, una città diversa ospita centinaia di familiari di vittime innocenti delle mafie.

Abbiamo lottato perché divenisse legge dello Stato: Memoria viva che si traduce in memoria e impegno.

È anche necessario liberarci da tanta retorica della memoria. Questi nomi li sentiremo,  ma dobbiamo sentirli soprattutto nella nostra coscienza.

I familiari chiedono verità e giustizia: elementi fondamentali della nostra vita. 

Perché nel 2025 si terrà proprio  a Trapani?

Per valorizzare le cose belle : una città dentro le città,   quella delle associazioni che fanno rumore, segno di cambiamento, di speranza.

Il vento della memoria semina giustizia. E Trapani, città del vento, simboleggia il vento del cambiamento che non si può arrestare.

A Pio La Torre dobbiamo la legge sulla confisca dei beni ai mafiosi. Ma oggi i mafiosi sono forti: non basta tagliare la mala erba in superficie, bisogna estirparla dalla radice. Bisogna lavorare sul sociale. I mafiosi si rigenerano. E' importante essere in tanti il 21 marzo e, nonostante i costi elevati, tanti giovani e famigliari si stanno preparando per esserci.

Non è possibile  normalizzare la droga, l'usura, le ecomafie, ma dobbiamo combatterli  insieme a LIBERA  che oggi opera  in tutto il mondo.

prof.ssa Maria Sanclemente

at febbraio 24, 2025 Nessun commento:
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sabato 15 febbraio 2025

GLI STUDENTI DEL "ROSINA SALVO" ACCOLGONO LE SFIDE DEL MONDO SCIENTIFICO AL FEMMINILE

 



La Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, che è stata istituita dall’ONU nel 2015 per promuovere la parità di genere in ambito scientifico e tecnologico, ci ha permesso di ascoltare, proprio l'11 febbraio, alcune donne che hanno dedicato la loro vita alla ricerca e all’innovazione scientifica. Per l’occasione, infatti, anche alcune classi del “Rosina Salvo” hanno voluto dare il loro contributo partecipando attivamente all’evento organizzato presso la Fondazione e Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, ad Erice.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Erice, Daniela Toscano, l’evento è stato moderato da Antonella Granello, referente per le Pari Opportunità di “Azione X OdV”. Gli interventi delle relatrici sono stati particolarmente ispiranti: la Dott.ssa Ludovica Zichichi, della Fondazione Ettore Majorana, ci ha illustrato l’importanza della divulgazione scientifica; la Prof.ssa Luisa Cifarelli, fisica sperimentale di fama internazionale, ha condiviso la sua esperienza accademica e il suo contributo alla ricerca; la Prof.ssa Paola Palanza ci ha parlato delle sue ricerche in biologia e del suo ruolo nel Comitato Scientifico della Fondazione Ettore Majorana.

Di grande interesse sono stati anche gli interventi della Prof.ssa Concetta Maria Messina, esperta in Scienze della Terra e del Mare, e della Prof.ssa Paola Poma, farmacologa presso l’Università degli Studi di Palermo. Ognuna di queste scienziate ci ha dimostrato come la determinazione e la passione possano abbattere le barriere di genere in un mondo ancora oggi prevalentemente maschile.

Un ringraziamento speciale va alla Prof.ssa Loredana Monaco, docente di Matematica e Fisica, e alla Prof.ssa Rosaria Bonfiglio, docente di Scienze Umane, per i loro interventi motivanti. La Prof.ssa Monaco ci ha ricordato quanto sia importante credere nelle proprie capacità e affrontare con determinazione le sfide del mondo scientifico, mentre la Prof.ssa Bonfiglio ha sottolineato il valore della cultura e dell’educazione come strumenti fondamentali per il cambiamento. Il loro entusiasmo e la loro dedizione all’insegnamento sono stati per noi una grande fonte di ispirazione.

Durante la giornata, alcuni studenti hanno presentato elaborati sul tema della scienza e del ruolo delle donne nella ricerca. In particolare, la mia classe, la 4ª A, ha esposto il progetto “Uno per tutti e Tutti per Uno”, mentre la 4ª O ha illustrato “Scienza: femminile plurale”.

L’evento si è concluso con una visita guidata ai luoghi storici della Fondazione Ettore Majorana e alla città di Erice, accompagnata dal racconto coinvolgente di Nicola Augugliaro.

Questa esperienza è stata un’occasione unica per riflettere sul contributo delle donne nella scienza e per comprendere l’importanza di abbattere gli stereotipi di genere. Noi studenti siamo tornati a casa con una nuova consapevolezza e con la speranza che, un giorno, sempre più ragazze possano intraprendere carriere scientifiche senza ostacoli né pregiudizi.

Francesca Vivona

Classe 4^ A

Liceo delle Scienze Umane

at febbraio 15, 2025 Nessun commento:
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mercoledì 12 febbraio 2025

DEI PANTALONI ROSA IN UN MONDO IN BIANCO E NERO


 
Disegno realizzato da Noemi Asta (diploma conseguito nell'a.s. 2023/24)

 La scorsa settimana l'istituto Rosina Salvo ha partecipato alla visione di un capolavoro cinematografico al cine-teatro Ariston.

Diretto da Margherita Ferri, Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa è un film che colpisce la sensibilità di ogni spettatore.

Infatti, questo film parla della tragica storia di un giovane ragazzo, Andrea Spezzacatena, che ha passato parte della sua adolescenza a lottare con i suoi coetanei anziché vivere serenamente la sua giovane età.


Andrea era un ragazzo come tanti, bravo a scuola e con la passione per la musica.

Nel film, possiamo vedere che durante le medie farà delle nuove amicizie, tra cui con un ragazzo che sarà definito da Andrea come il suo migliore amico, ma che in realtà si rivelerà il suo peggior incubo.

L'inizio della fine sarà per Andrea quando inizierà il suo periodo adolescenziale con la separazione dei suoi e  continuerà con l'essere confuso su molti aspetti, deriso e preso in giro dai suoi coetanei: cercherà di ignorare e  contrastare gli atti di bullismo e cyberbullismo che si riveleranno, comunque, dei nemici troppo grandi per lui.

Andrea, che raccontava sempre tutto alla madre, non riuscì più ad aprir bocca, di contro il profitto scolastico cominciò a calare e ad essere richiamato in presidenza.


All'età di 15 anni, il giovanissimo Andrea, con ancora una vita davanti, ha deciso nel 2012 di compiere un gesto irrimediabile senza lasciare spiegazioni. Le parole della madre, Teresa Manes, riportano il dolore che ha provato e che permangono dentro il suo cuore: «È stato il 20 novembre 2012 il giorno in cui si suicidò mio figlio. Scelse di lasciare dondolare il suo ultimo pensiero, senza peso. Legando il suo collo a una sciarpa; l’altro nodo stretto a una scala. Nessuna condanna, nessuna spiegazione, nessuna pena espressa» 


La notizia della scomparsa di Andrea ha  lasciato famiglie e scuole con l’ amaro in bocca, portando alla rivolta di molti studenti pronti a dare voce ai pensieri che il giovane ragazzo non era riuscito mai a dire.


Un occhio più attento, può trovare interessante la scelta cinematografica di non far comprendere al 100% l'orientamento sessuale del ragazzo, un gesto da parte della regista ammirevole, per il messaggio che vuole mandare, ovvero che le parole hanno un peso o, meglio, per citare il film: «Le parole sono come dei vasi di fiori che cadono dai balconi. Se sei fortunato li schivi e vai avanti sulla tua strada, ma se invece sei un po' più lento, ti centrano in pieno e ti uccidono». 

Il punto centrale del film, difatti, non sono le preferenze romantiche del giovane come molti credono, ma  come il “periodo più spensierato” possa diventare il periodo più duro.


Un film che vuole parlare di bullismo, di adolescenza, di dolore e incomprensione.

Un film che cambia la vita, che merita di essere visto, ascoltato e compreso.

Un film necessario, che non parla delle gravità del bullismo, ma che le urla a squarciagola.


Il film di Margherita Ferri, le parole di Teresa Manes, la vita di Andrea Spezzacatena vogliono lasciare una serie di messaggi che si spera possano cambiare la visuale del mondo dei giovani per accogliere a braccia aperte persone come Andrea e non denigrarle.


L'importanza di essere se stessi, l'importanza di parlare quando necessario, l'importanza delle parole usate. Questo, il messaggio più profondo.

In un mondo di vestiti bianco e nero, occorrono dei pantaloni rosa.


Giuliana Montuori
Classe 5^A
Liceo delle Scienze Umane
at febbraio 12, 2025 Nessun commento:
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sabato 8 febbraio 2025

LE ILLUSIONS D'AMOUR D'UNE FILLE DU 19°mo SIECLE

 




Les illusions d’amour d’une fille du 19ème siècle sont souvent racontées à travers la fenêtre de la littérature romantique, qui explore les rêves, les attentes et les désillusions des jeunes femmes dans une époque caractérisée par des conventions sociales et des rôles de genre bien définis.

 

Les femmes étaient généralement éduquées à voir le mariage comme la réalisation ultime de leur vie, sacrifiant souvent leurs ambitions et désirs personnels.

La société du 19e siècle imposait des normes strictes en matière de moralité, de décence et de comportement, limitant les libertés des femmes.

Des auteurs comme Jane Austen, Charlotte Brontë et Gustave Flaubert ont exploré les illusions d’amour des jeunes femmes, révélant à la fois leurs espoirs romantiques et les dures réalités qu’ils rencontraient souvent.

Dans les romans de Jane Austen comme “Orgueil et préjugés” et “Raison et sentiment” , Austen explore le contraste entre l’amour idéal et les réalités économiques et sociales du mariage.

Ses protagonistes rêvent souvent d’amour romantique mais doivent faire face à la pression de se marier pour la sécurité financière.

 Charlotte Brontë dans "Jane Eyre", la protagoniste expérimente à la fois l’amour romantique et la désillusion. Jane est attirée par M. Rochester, mais elle découvre des secrets qui mettent à l’épreuve leur amour et leur indépendance.

 "Madame Bovary" de Gustave Flaubert est un portrait tragique d’une femme, Emma Bovary, dont les illusions romantiques l’amènent à chercher l’amour et l’excitation en dehors de son ennuyeux marriage. Sa quête de l’amour idéal mène à sa perte.

Les jeunes femmes rêvaient souvent d’un amour romantique et passionné, inspiré par les romans et poèmes de l’époque.

 Beaucoup ont découvert que le mariage n’était pas la réalisation de leurs rêves, mais plutôt une institution pratique et souvent accablante.

 La désillusion pouvait conduire à la frustration, au malheur et dans certains cas à la tragédie.

Par exemple, la recherche incessante d’Emma Bovary dans “Madame Bovary” de l’amour parfait et de la passion, elle prend des décisions destructrices, culminant dans sa fin tragique.

"Madame Bovary" est l’un des romans les plus célèbres de Gustave Flaubert. Raconte l’histoire d’Emma Bovary, une jeune femme insatisfaite de son mariage et de sa vie provinciale, et sa recherche tragique d’émotions et de beautés idéales.

Emma Rouault fille d’un riche paysan, épouse Charles Bovary, médecin de province. Cependant, elle se rend vite compte que sa vie conjugale est monotone et ennuyeuse.

Emma, influencée par les romans romantiques qu’elle lit, rêve d’une vie de luxe, d’aventure et de passion.

 

Pour tenter d’échapper à son insatisfaction, Emma s’engage dans plusieurs relations extraconjugales, d’abord avec Rodolphe Boulanger, un riche propriétaire terrien, puis avec Léon Dupuis, un jeune avocat. Parallèlement, il dépense de grosses sommes d’argent en vêtements, bijoux et meubles, accumulant des dettes énormes.

 

Emma finit par réaliser qu’elle ne peut pas fuir ses responsabilités et que sa situation financière est désespérée. Désespérée, Emma prend de l’arsenic et meurt dans l’agonie, laissant Charles dévasté. Le roman se termine par la mort de Charles et l’avenir incertain de leur fille, Berthe.

 

Emma Bovary est un exemple tragique d’une personne qui essaie de vivre un rêve romantique, pour se retrouver piégée dans la dure réalité. Ses rêves d’amour et d’aventure sont constamment frustrés par sa vie quotidienne.

 Flaubert critique la société bourgeoise de son temps, montrant comment ses conventions rigides et son hypocrisie contribuent à la ruine d’Emma. La superficialité et la matérialité de la société sont mises en évidence à travers les personnages et les situations.


Roberta Pappalardo

Classe 5^E

Liceo Linguistico



at febbraio 08, 2025 Nessun commento:
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venerdì 7 febbraio 2025

STUDENTI DEL ROSINA SALVO A CONFRONTO CON "LE SPINE DEL FICODINDIA"


 



L’incontro con  lo scrittore  Gaspare Grammatico, autore di gialli che osservano come protagonista l’iconico commissario “Nené Indelicato”, è stata una esperienza tanto attesa da noi ragazzi, che abbiamo lavorato a questo progetto di lettura fin dal  mese di ottobre.

Il solo pensiero di avere l’opportunità di incontrare lo scrittore trapanese, che è nato e cresciuto nella nostra stessa città, ci stimolava ad una lettura più attenta e curiosa del libro. Infatti la lettura di questo testo ci ha fatto comprendere anche la semplicità di noi trapanesi e gli atteggiamenti unici che contraddistinguono il nostro territorio. L’ uso del dialetto ti immerge nel profondo della lettura, qualsiasi battuta la senti propria, come se fossi tu a dirla, o immagini che una determinata scena stia avvenendo proprio davanti ai tuoi occhi. L’ironia e la leggerezza emergono da quasi ogni pagina e l’empatia di Nené  in alcuni passi ti fa addolcire il cuore. 

In attesa di questo breve, ma intenso incontro ci siamo preparati ad accogliere il nostro scrittore concittadino con dei cartelloni raffiguranti la copertina del libro e ponendogli delle domande. La nostra curiosità infatti ci ha permesso di formulare più di un quesito al quale l’autore è riuscito a rispondere in maniera esaustiva sdrammatizzando e strappando un sorriso nei volti di ciascuno di noi. Un esempio ne è la domanda sull’ iconica “signora Basiricò”, una signora curiosa, logorroica e, come si suol dire in siciliano, “cusiritera” ovvero una signora che si intromette sempre nei fatti altrui talvolta raccontandoli anche agli altri. Gli è stato chiesto se una persona in particolare l’avesse ispirato nella creazione di questo personaggio, e lui scherzosamente ha risposto: Certo, mia suocera!

Questo non è stato un incontro di sole spiegazioni, perché quasi fin da subito, grazie al fitto dialogo con l’autore, abbiamo trascorso delle ore interattive. L’unica cosa che mi resta da dire è che dopo la lettura di “Le spine del ficodindia” attendiamo con inquietudine l’uscita di un altro fantastico, coinvolgente ed intrigante sequel.

Ilenia Burgarella

Classe 3^B

Liceo delle Scienze Umane

at febbraio 07, 2025 Nessun commento:
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Nato nel 1880, il nostro istituto, in origine Istituto Magistrale è intitolato a Rosina Salvo dagli anni ’20, su iniziativa dell’allora provveditore Nino Pappalardo, perché nel corpo docenti vi erano alcuni parenti della Salvo. Rosina Salvo è stata una poetessa ammirata per la limpidezza dello stile e per i profondi sentimenti che riusciva ad esprimere, si dedicò anche al romanzo ed alla novella d’ambiente paesano, pubblicando due volumi di prose e poesie. E’ divenuta famosa per le numerose pubblicazioni poetiche e letterarie ed, in particolare, per gli studi pedagogici raccolti nell’opera “Lettere sull’educazione”.

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