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martedì 17 maggio 2022

I COLORI DELL’INCONSCIO

 Nelle competizioni, si sa, c'è chi vince e chi no....

Ma chi non riesce a salire sul podio non è detto che non sia bravo, che non abbia profuso tutto il suo impegno, la sua forza, la sua creatività, il suo essere....

Per questo vogliamo " premiare", tra le classi del Liceo delle Scienze Umane, che hanno partecipato alla "Giornata dell'Arte" dell'I.I.S. "Rosina Salvo", tenutasi il 13 maggio scorso, la classe I A che ha allestito un video molto originale e creativo sul tema della manifestazione " I colori dell'Inconscio", pubblicando il lavoro realizzato sul nostro blog- giornalino.

 La giuria giudicante designata

il video è preceduto dal seguente testo esplicativo :

 

La luna è il simbolo dell’incisione.

Quel corpo celeste che non si mostra mai interamente… l’ho sempre trovata misteriosa.

Cosa c’è oltre tutte le nostre azioni? cosa c’è oltre il nostro “essere”?

Ecco… siamo come la luna, la parte più grande di noi sarà sempre nascosta, ciò che mostriamo è solo una maschera che apparentemente ci adagia ad una società realmente contrastante con il nostro essere.

Tutto ciò che viene limitato da barriere.

La parte più oscura della nostra anima che viene spesso repressa ma che può scoppiare da un momento all’altro.

Il termine inconscio indica generalmente tutte le attività mentali che non sono presenti nella coscienza di un individuo. In senso più specifico rappresenta quella dimensione psichica contenente pensieri, emozioni, istinti,  di cui il soggetto non è consapevole. Eppure l’inconscio è sempre attivo e vigile, ci invia segnali attraverso i sogni, i lapsus, i comportamenti, la voce, la scrittura e anche il colore e l’arte.

I colori, talmente vari e d’infinite tonalità, brillanti, opachi, accesi, pastello, caldi, freddi, saturi, spenti, così vari da poter esprimere i più disparati messaggi del nostro inconscio.

Abbiamo il Rosso: (come una donna) senza mezze misure, vittima di un ente più potente, sofferente, ma anche avventuroso, vitale, coraggioso.

Abbiamo il Giallo: (come un bambino) brillante, espansivo, curioso, intelligente, che emana    un’immensa luce e un’immensa energia, ma a volte che egoista, vanitoso, capriccioso.

Abbiamo l’Arancione: (come un leader) attivo, deciso, ordinato.

Abbiamo il Verde: (come una ragazza che è legata profondamente  alla natura  ) luminoso, dolce e pacifico, ma rigido e incapace di lasciarsi andare dalle emozioni.

Abbiamo il Blu: (come un adulto che, nonostante sia consapevole delle difficoltà, lotta e trova sempre l’energia per farlo) energetico, emotivo, ma anche profondo.

Abbiamo il Viola: (come una ragazza piena di vita) infantile, gioioso, e a volte immature.

E alla fine siamo arrivati ad una conclusione:

in fondo siamo solo un mix disordinato di colori ,un arcobaleno di contorni indefiniti quasi sempre destinati a rimanere tali .




Classe I A 

LICEO DELLE SCIENZE UMANE

INCONSCIO COLLETTIVO

Venerdì 13 maggio, alcuni studenti dell''I.I.S. "Rosina Salvo" si sono ritrovati in piazza ex Mercato del Pesce per la " Giornata dell'arte", celebrata con performance artistiche attraverso il ballo, il canto, il disegno e la pittura sul tema "dell' Inconscio", la dimensione psichica che comprende tutte le attività mentali che non son presenti alla coscienza. L'evento è stato patrocinato dal Comune di Trapani, dalle SIAE e come patner anche l"EUROPE DIRECT Trapani" nell'ambito del Programma Culturale Europeo - Europa Creativa 2021-2027. Contemporaneamente nelle 4 sedi dell'Istituto,  nell'ambito dei quattro indirizzi, si è svolta una competizione tra le classi durante l'assemblea d'Istituto centrata sull'Arte e su "I colori dell'inconscio", al termine della quale sono state designate quattro classi vincitrici che saranno premiate con una visita guidata a Gibellina che si terrà entro il mese di  maggio.

Classe vincitrice del Liceo delle Scienze Umane la 4 A, che con le seguenti parole spiega il video realizzato :

 "In occasione della giornata dell’arte, abbiamo deciso di trattare il tema dell'inconscio con la realizzazione di una performance musicale, prodotta interamente dalla classe sulla base di due canzoni del gruppo musicale " Pinguini tattici nucleari". La copertina,che ad impatto può sembrare un insieme di schizzi caotici e casuali senza significato, è in realtà la rappresentazione grafica delle emozioni inconsce di ogni componente della classe. Ognuno di noi ha, infatti, realizzato sulla tela uno schizzo con l'intenzione di proiettare la parte più profonda di sé stessi. Non ci siamo concentrate nel creare una tela che risultasse all'apparenza perfetta, ma che rispecchiasse l’autenticità del nostro essere."

 















 



mercoledì 11 maggio 2022

L'INVASIONE IN UCRAINA E I CRIMINI DI GUERRA DI PUTIN

 




Nel febbraio del 2022 il presidente Vladimir Putin invade l'Ucraina, dando inizio alla guerra che porterà all'uccisione di diversi civili, al bombardamento di molte città.

Le immagini di decine di cadaveri nelle fosse comuni o sparpagliati per le strade intorno alla capitale ucraina dopo il ritiro russo scioccano il mondo occidentale. L'orrore della guerra ha  mostrato il suo volto più crudo con il massacro dei civili compiuto a Bucha, da dove sono  emersi centinaia di cadaveri. Per Kiev è genocidio, mentre Mosca nega, affermando che si tratta di una provocazione degli ucraini per bloccare i negoziati. Le notizie di esecuzioni sommarie lasciano gli occidentali inorriditi che rilanciano l'ipotesi di nuove e più incisive sanzioni  contro la Russia di Putin, mentre aumenta il pressing per un'inchiesta indipendente. Stando alla ministra della difesa tedesca Christine Lambrecht, l'Ue dovrebbe discutere lo stop all'importazione di gas russo. Una mossa già avviata dalla Lituania, primo paese Ue che ne ha bloccato l'import. il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a proposito, è intervenuto annunciando la creazione di un "meccanismo speciale" per indagare sui crimini di guerra compiuti dalla Russia. "Voglio che ogni madre di ogni soldato russo veda i corpi delle persone uccise a Bucha, a Irpin, a Hostomel", ha sottolineato, definendo le forze di Mosca "assassini", "torturatori" e "stupratori".  Un conflitto che ha causato dal suo inizio la morte di 1.417 persone, tra cui 59 bambini e 2.038 feriti, secondo l'ultimo conteggio dell'Ufficio dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr). E ancora non si arrende la città martire di Mariupol nel sud. Secondo il capo del Centro di controllo della difesa nazionale russo Mikhail Mizintsev, oltre 123.600 residenti locali sono riusciti a essere evacuati senza il coinvolgimento di Kiev durante una "operazione militare speciale". Da Londra, nel suo ultimo rapporto di intelligence, il ministero della Difesa britannico ha suggerito che la cattura di Mariupol è un obiettivo chiave dell'invasione russa. Nel volo di ritorno da Malta a Roma, Papa Francesco ha confermato la disponibilità ad andare a Kiev se questo potrà servire a fermare la guerra. Il pontefice ha poi riferito che "da tempo" sta pensando "ad un incontro con il patriarca Kirill e stiamo lavorando, si pensa in Medio Oriente", come sede dell'incontro. Due giorni fa’, il 09 maggio, nel 75esimo giorno di guerra in Ucraina, a Mosca,in occasione della celebrazione della vittoria russa nella Seconda Guerra mondiale Putin ha dichiarato: "La NATO ci ha minacciato, in Ucraina abbiamo dato un colpo preventivo, era necessario". Quindi, se ci aspettavamo per questa data l’annuncio della fine del conflitto, abbiamo sbagliato le nostre previsioni di comuni mortali”.

Alicia Stampa 5^ A

Liceo delle Scienze Umane

THE FOREST CITY





 Have you ever heard  about “The Forest City”?

"Forest City" is the name of an incredible project  by Stefano Boeri , an Italian architect. This particular city is located in Cina, in Liuzhou . This city is known for its pollution due to the overpopulation of cities. There are many buildings like offices, homes, hotels, hospitals, schools  covered with trees and vegetation. Today the project has been completed and the "green" presence has brought some important changes, for example  many animals are starting living in Liuzhou again. The GREEN city hosts about 30.000 inhabitants and thanks to the vast presence of vegetation,  the production of oxygen has increased very quickly.  The “new” Liuzhou is still linked to the “old” Liuzhou, but the two cities are very different from each other:  “new” Liuzhou uses only renewable energy, consequently every house has solar panels on the roof.

But the most important thing is that geothermal energy is used as a sustainable source and as clean energy. The construction of this city has required lots of money, but the idea that there is a city that can support the environment should make us reflect on our daily actions, because if there is the need to create a city that produces more oxygen it means that the environment is in danger and we must be the change, just starting from small actions.

And you, would you like to live in a Forest City?


Vanessa Bevilacqua e Delia Cisarò 3^ I
Liceo delle Scienze Umane opzione economico-sociale

venerdì 22 aprile 2022

SINDROME DI TURNER: UNA TESTIMONIANZA DIRETTA

 



Convivere con la sindrome di Turner non è per niente facile per una giovane 14enne. Quando me l’hanno diagnosticata avevo 4 anni e non ne avevo nessuna consapevolezza. Adesso so che si tratta di  una condizione genetica in cui una femmina è parzialmente o completamente priva di un cromosoma x. Segni e sintomi possono variare tra le persone colpite. Spesso i sintomi sono: collo corto e palmato, orecchie basse, attaccatura dei capelli bassa nella parte posteriore del collo, bassa statura,  mani e piedi gonfi. In genere, le persone colpite non sviluppano  ciclo mestruale e seno senza trattamento ormonale e non sono in grado di avere figli senza tecnologia riproduttiva. Difetti cardiaci, diabete e bassi livelli di ormone tiroideo si verificano nel disturbo più frequentemente della media. La maggior parte delle persone con la ST ha un'intelligenza elevata, tuttavia, molti hanno problemi con la visualizzazione spaziale che potrebbero essere necessaria per imparare la matematica. Anche i problemi di vista e udito si verificano  spesso. La sindrome di Turner di solito non è ereditaria; piuttosto, si verifica durante la formazione delle cellule riproduttive in un genitore o nella prima divisione cellulare durante lo sviluppo. Non sono noti rischi i ambientali e l'età della madre non gioca un ruolo. La sindrome di Turner è dovuta ad un'anomalia cromosomica in cui tutto o parte di uno dei cromosomi X è mancante o alterato. La maggior parte delle persone ha 46 cromosomi, ma le persone con ST di solito ne hanno 45 in alcune o in tutte le cellule. L'anomalia cromosomica è spesso presente solo in alcune cellule, nel qual caso è nota come ST con mosaicismo. In questi casi i sintomi sono generalmente minori e forse non si verificano affatto. La diagnosi si basa sui segni fisici e sui test genetici. Non è nota alcuna cura per la sindrome di Turner. Il trattamento a base di ormoni può aiutare con i sintomi. Le iniezioni di ormoni della crescita  durante l'infanzia possono aumentare l'altezza. La terapia con estrogeni può favorire lo sviluppo del seno e dei fianchi. L'assistenza medica è spesso necessaria per gestire altri problemi di salute a cui è associata la ST. La sindrome di Turner si verifica tra una donna su 2.000 e una su 5.000 alla nascita. Generalmente le persone con ST hanno un'aspettativa di vita più breve, principalmente a causa di problemi cardiaci o diabete. L'endocrinologo americano Henry Turner ne descrisse per la prima volta la sintomatologia nel 1938. Nel 1964 si scoprì che era dovuta a un'anomalia cromosomica. La mia esperienza con questa sindrome è molto particolare. Quando la mamma era incinta e faceva  le ecografie, i medici le dicevano che ero un po' più piccola del normale e,questo, non era un problema perché anche mamma e papà erano bassi. Ma la mamma e il pediatra, quando avevo 4 anni, hanno notato che non stavo crescendo in altezza, quindi il pediatra ha fatto una mappa cromosomica e si è accorto che c'era un'anomalia nel cromosoma X, ma nel mio caso non era del tutto assente, ma in parte (in effetti ho il mosaicismo). Il pediatra ci ha mandato dal dottor Porcelli che era l'endocrinologo dell'ospedale “Cervello di Palermo. Mi ha fatto esami ed esami e mi ha diagnosticato questa sindrome. Mi ha spiegato cosa fosse nel modo più appropriato per la mia età e mi ha fatto fare la cura ormonale. Purtroppo questo medico è morto dopo un paio d'anni e siamo stati costretti a cambiare endocrinologo e ospedale. Da lì sono andata all'ospedale pediatrico "G. Di Cristina" di Palermo. Da quel giorno sono stata seguita dalla Dott.ssa Cristina Maggio, ma quando è scoppiata la pandemia mi ha mandato via mail il piano terapeutico. Durante il lockdown del 2020 avevo finito gli ormoni, allora, un giorno, guardando il telegiornale con la nonna, abbiamo sentito il presidente della Regione Musumeci che parlava di mandare una mail alla sua segreteria in caso di difficoltà. Mia nonna mi ha detto di provare a scrivergli, l'ho fatto e dopo 2 ore mi hanno risposto dicendo che mi avrebbero consegnato le fiale il prima possibile. Il giorno dopo, la Cittadella della Salute ha chiamato la mamma e le hanno detto che erano arrivate 14 fiale e da lì fino alla fine del lockdown ho potuto assumere regolarmente i miei ormoni. A novembre del 2020 andai a Marsala da un altro endocrinologo che veniva dal “San Raffaele” di Milano, il dottor Chiumello. Gli spiegammo la mia situazione e  disse che il dosaggio era troppo alto tanto che non avevo 12 anni, ma  21 e me li ha fatti sospendere per 2/3 mesi. Dopo questi mesi di disintossicazione ci ritornai,mi ha fatto rifare gli  esami, vide che erano tornati alla normalità e disse che potevo ricominciarli di nuovo, con un dosaggio più basso. Ora sono 1,49 m, mentre due anni fa ero 1,36. Non ho mai avuto problemi con questa sindrome, anche se alle medie sono stata vittima di bullismo, soprattutto per il mio aspetto fisico. Ora frequento il liceo linguistico, ho 14 anni e vivo la mia vita da adolescente serenamente.

Gentile Aurora Soraya, I H

Liceo Linguistico

martedì 12 aprile 2022

RITORNA LA PROCESSIONE DEI MISTERI : UN RACCONTO DALLA A ALLA Z

 


Tra pochi giorni  la processione dei Misteri, tanto amata dai trapanesi, e che è stata sospesa nei due anni dell'emergenza pandemica, ritornerà a sfilare per le vie del centro storico . A raccontarci la sua antica storia e, nel contempo, la sua attualità, Sergio Savalli, un giovane "appassionato" della I M.

 


 




 

mercoledì 6 aprile 2022

PREMIATA UN'ALUNNA DEL "ROSINA SALVO" AL CONCORSO GIORNALISTICO "SANTO DELLA VOLPE"

 


Venerdì 1 Aprile si è tenuta alla libera Università, la premiazione relativa al concorso giornalistico "Santo della Volpe", bandito dal Comune di Erice nell’ambito delle iniziative del NON TI SCORDAR DI ME, per ricordare la strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985.

L'intera classe 3^ A  è stata invitata a partecipare e, recandosi presso il Polo universitario di Trapani, è stata accolta dai giornalisti Rino Giacalone, Salvo Palazzolo e Gabriele Paci, capaci di coinvolgerci con aneddoti personali, toccanti sui periodi bui del nostro territorio, all'apparenza inesistenti e completamente sconosciuti agli occhi di noi giovani, che hanno dato inizio all'incontro  donandoci  maggiore consapevolezza e mettendosi alla pari con ognuno di noi ascoltatori.

Ma il fulcro e l'interesse della classe era sicuramente rivolto alla premiazione; ognuno di noi, infatti, era entusiasta all'idea che una compagna sarebbe potuta essere la prima del podio e la ragazza in questione,  la nostra compagna Maria Sofia Tartamella nutriva una maggiore ansia e speranza nell’occupare il primo posto.

Ad annunciare i vincitori in ordine decrescente è stato il giornalista Rino Giacalone che con ironia, accresceva la curiosità all'interno del salone creando in tal modo un ambiente scherzoso e colmo di suspense fino alla fine.

Dopo una lunga attesa sfiancante, finalmente il tanto atteso nome è  arrivato, suscitando una grande esultanza di fierezza ed orgoglio da parte dell'intera classe nei confronti della vincitrice che si accingeva a leggere l'articolo vincente accompagnato da un video prodotto da lei stessa, tra gli applausi della platea e i complimenti dei giornalisti e dei sindaci  presenti.

Al fine della premiazione, Sofia, la protagonista dell'evento, interviene con le seguenti parole, colme di gratitudine e orgoglio per il proprio territorio:

"Sono molto felice di avere partecipato al concorso "Santo della Volpe" e che le mie produzioni siano state particolarmente apprezzate dai giornalisti. Per me era molto importante parlare della nostra realtà e farlo con parole comprensibili a tutti proprio perché parlo di Noi in quanto siciliani. Sono nata in una città,Palermo,in cui sono avvenute le stragi più citate e poi mi sono trasferita in un'altra città che non è da meno, dato gli omicidi di famosi giornalisti e gli attentati avvenuti per mano di Cosa Nostra. In prima persona mi appartiene poiché il suolo di queste città importanti li ho toccati, ci ho vissuto e ci vivo. È qualcosa che mi sento dentro, anche grazie alla storia degli agenti di scorta del giudice Palermo ,Nino Ruggirello e Salvatore La Porta,raccontata dalla moglie di quest'ultimo Lucia Calì. Credevo che il miglior modo per parlare della mia terra fosse citare anche loro nell'articolo e  intrattenere un dialogo a tu per tu con la Sicilia dicendo al lettore che è fatta sia di luci che di ombre,ma che esse sono fatte pure per essere illuminate con tanta pazienza e forza di volontà. Ed è per questo che ho dato al mio testo il titolo “ Cara Sicilia…”

Questa giornata è stata molto emozionante, sono felice di avere fatto questa esperienza che mi porterò nel cuore per sempre!".

Voglio aggiungere che l’emozione non ha riguardato solo Maria Sofia, ma tutti noi che abbiamo condiviso con lei questa esperienza tanto formativa.

Noemi Asta, 3^ A Liceo delle Scienze Umane

 

sabato 2 aprile 2022

CARA SICILIA...


Roberto Gueli, presidente dell'Ordine dei giornalisti Sicilia, premia Tartamella Maria Sofia alla presenza del sindaco di Erice e di Margherita Asta.

 

 Tartamella Maria Sofia con Margherita Asta ( da sinistra), Lucia Calì e Salvatore La Porta ( la moglie e un agente di scorta del giudice Palermo).


Il 02 aprile di 37 anni fa' nell'attentato di Pizzolungo al giudice Palermo e agli agenti della scorta perdevano la vita Barbara Rizzo e i suoi due gemellini, di soli 6 anni, Salvatore e Giuseppe; per ricordare quella efferata strage il Comune di Erice, nella settimana dell'anniversario, celebra il NON TI SCORDAR DI ME, e, nel contempo, bandisce il concorso giornalistico intitolato a "Santo della Volpe", giunto alla sua VI edizione, rivolto alle scuole secondarie di II grado della città. Il tema di quest'anno " Terramia. L'altro contagio, quello delle mafie" è stato egregiamente sviluppato da Tartamella Maria Sofia che frequenta la 3^ A dell'indirizzo Scienze Umane che, infatti, si è classificata al primo posto ricevendo grandi elogi anche per il video prodotto che accompagnava il testo.. Orgogliosi del brillante risultato conseguito, il Consiglio di classe, la Dirigente Giuseppina Messina e tutto il personale scolastico ci auguriamo che nel futuro si possano avverare le speranze espresse nel testo dalla nostra alunna " Terramia voglio lottare affinché tu sia tutta luce e niente più ombre…"


Ah Sicilia mia, quantu sì beddra! Non basterebbe un solo giorno per parlare di te a chi non ti conosce; ma tu meriti di essere narrata. Merita di essere raccontata la tua luce nelle focose giornate estive e il tuo caldo afoso che ci fa venir voglia di andar al mare e di sentire il suo odore che, ad ogni siciliano, fa battere il cuore, poiché odora di ‘’casa’’.Tu, cara mia Sicilia, sei caratteristica per gli ulivi e gli agrumi che colorano i nostri campi. Sei una vera bellezza già così! E, come se non bastasse, sei abbellita da monumenti artistici e chiese che sanno di antico e di sacro. Ma cosa saresti senza i tuoi siciliani… così passionali e così accoglienti che se, rifiuti un invito improvviso a cena, si offendono! Loro sono pronti a farti ridere con il loro dialetto e il loro peculiare gesticolare delle mani.

Sei piena di luce mia cara terra…

Ma sei piena anche di tante ombre. Sei ricolma di omertà, del sangue degli uomini giusti che si sono battuti contro un grande virus, molto potente, che si sparge a macchia d’olio semplicemente chiudendo gli occhi davanti all’illegalità e all’ingiustizia.  E noi ogni volta che dimentichiamo ciò che grandi uomini hanno fatto, consapevoli che erano già dei morti che camminavano, non gli rendiamo onore e riconoscenza e non ripercorriamo il loro modello.

Il tuo bel siciliano molto spesso fa finta di non comprendere. Ma perché ancora non si è capito che mafia non sono solo ‘’ammazzatine’’ o ‘’lupara bianca’’?

Mafia è anche quando vostro figlio vede un suo amichetto che butta la carta per terra e dice al padre che è sbagliato, ma lui per tutta risposta dice ‘’fatti i fatti toi e un parrare’’.

Il tuo bel siciliano non educa alla speranza del cambiamento e alla denuncia sociale. Se ci riflettiamo, anche i nostri proverbi  diffondono una subcultura mafiosa. Avete presente il proverbio ‘’Si nun si re nun fari leggi novi, lassa lu munnu comu lu trovi’’? Ecco, noi siamo così!

Se la Mafia esiste ancora è solo colpa nostra! E riconoscerlo è il primo passo per l’onestà verso il mondo in cui viviamo.

Noi siciliani ci lamentiamo del futuro che possono avere i nostri figli, con i politici che ci governano, ma a questo punto mi chiedo: Perché, se esistono uomini che fanno estorsioni ai negozianti davanti ai nostri occhi non andiamo in questura a denunciare? Perché quando vediamo per puro caso la targa di un’auto in fuga in cui vi sono gli assassini di un povero disgraziato appena ucciso sotto casa non andiamo a denunciare? Te lo dico io, Sicilia mia… Noi ragioniamo con il ‘’non vedo, non sento, non parlo’’.

Per non parlare del fenomeno  che noi chiamiamo ‘’ u piccolo favuri di n’ amico a mia assai caro’’. Noi lo sappiamo che si chiama in un’altra maniera! Diciamolo… si chiama corruzione. È per questo che spesso nei posti di lavoro troviamo persone senza competenze.

 Ciò che mi addolora ancor di più sono tutte quelle persone che dovrebbero essere gli ambasciatori degli ideali di giustizia, legalità e coraggio e invece spesso sono i più corrotti e magari hanno indiretti contatti con ‘’Cosa Nostra’’. Hanno, simbolicamente parlando, sfaldato e sporcato la nostra terra. 

Questa Mafia è ‘’un fumo che partìo da Sicilia e acchianao sempre chiù supra’’. Vive nell’aria che respiriamo e vola più che può, entrando nei nostri cervelli, nei nostri pensieri e nelle nostre parole. E si arriva al punto di ragionare come ‘’Cosa Nostra’’, che crede di avere il diritto di potere decidere della vita o della morte delle persone quando hanno intuito qualcosa che non doveva essere scoperto. Quando la “Mafia” scatena un attentato le vere crepe che si generano non sono quelle delle strade causate dal tritolo, quelle si aggiustano sempre. Ma chi le ricuce le crepe del cuore e dell’anima di chi ha visto morire o subire degli attentati al proprio marito, figlio o fratello? Non si ha nella coscienza la vita di una sola persona ma di tutta la sua famiglia.

Un esempio è la storia del capo-scorta del giudice Carlo Palermo che nell’attentato del 2 aprile 1985 si ritrovò fuori dall’auto blindata in piedi, con la mandibola rotta, lesioni alla gamba e un trauma cranico esteso.

La moglie Lucia Calì, che la mia classe ha avuto l’opportunità di incontrare a scuola l’8 marzo scorso e, come ci ha narrato lei stessa, gli è stata sempre accanto e ha sofferto per questo cambiamento così radicale nella  vita della sua famiglia. Per tutti quelli che subiscono queste atrocità la vita non è più la stessa. Si formano delle crepe non sanabili che perdurano nel tempo. Ma non è mai stato scritto da nessuna parte che non possiamo cambiare la nostra realtà!

Voglio crederci, cara Sicilia, che un giorno verranno onorati tutti i giornalisti che hanno avuto il coraggio di esprimere la loro denuncia sociale e che ci hanno permesso di poter parlare oggi a viso scoperto e a testa alta del fenomeno mafioso. Giornalisti che hanno voluto parlare di verità come Santo Della Volpe e altri che invece hanno pagato con la loro vita la scelta di non tirarsi indietro di fronte agli affari illeciti di ‘’Cosa Nostra’’. I figli tuoi, cara Sicilia, che hanno dato la vita per te sono tanti: Mario Francese, Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Giovanni Spampinato e altri.

Terramia voglio lottare affinché tu sia tutta luce e niente più ombre…


Tartamella Maria Sofia, 3^ A

Liceo delle Scienze Umane

venerdì 1 aprile 2022

UN TRAGICO E DIABOLICO FINALE PER LA GERTRUDE MANZONIANA



La reinterpretazione che ci ha fornito Dario del classico e singolare personaggio manzoniano di Gertrude dimostra che ancora oggi, nel 2022, le letture scolastiche "tradizionali" suscitano curiosità ed interesse e stimolano la scrittura creativa...in chiave chiaramente "diabolica".

 GERTRUDE SOSTIENE L’ESAME CON IL PADRE VICARIO 

Era arrivato il giorno in cui Gertrude avrebbe dovuto sostenere l’esame con il padre vicario delle monache, la ragazza pensava a qualche modo per tornare indietro, per annullare ciò che era stato fatto in precedenza e ricominciare da capo, quando udì la voce di un servo mandato dal padre a chiamarla. Il principe vide Gertrude pensierosa, e anche un po' pentita della sua scelta, e subito cominciò a consolarla, le disse che tutto quello che si era fatto era stato fatto con il suo consenso, e le chiese di non rovinare tutto il percorso condotto egregiamente da lei fino a quell’attimo. Il vicario sarebbe arrivato a breve, e nell’attesa il principe consigliò a Gertrude come comportarsi, cosa dire e cosa non dire di fronte al vicario, e le raccomandò di prestare attenzione, poiché quell’esame avrebbe determinato il suo futuro. La giovane diventò rossa dall’imbarazzo, quindi il principe smise di fare il suo discorso e aspettarono il padre vicario insieme. Quando quest’ultimo arrivò, aveva già le idee ben chiare sul fatto che Gertrude fosse una ragazza con una grande vocazione, e si fidava del principe nonostante sapesse che la diffidenza era una delle virtù necessarie nel suo uffizio. Dopo i primi saluti e complimenti, il padre si congedò, lasciando la figlia al suo destino. Arrivarono le prime domande da parte del padre vicario:

-“È davvero un suo desiderio diventare monaca? Oppure è stata minacciata per farlo? Qualcuno più forte di lei la sta inducendo a farsi monaca?”

Di fronte a tutte queste domande la ragazza cominciò a sudare freddo, si sentiva messa sotto pressione e molto a disagio, chiuse gli occhi e cominciò a riflettere su come comportarsi, pensò a cosa suo padre le avrebbe fatto se avesse scoperto il suo tradimento, ma pensò anche che se la verità fosse venuta a galla, il padre sarebbe stato arrestato per aver provato a forzare la figlia a farsi monaca. Ad un certo punto aprì gli occhi e vide il padre vicario impaziente di sentire una risposta a tutte le sue domande, che non tardò ad arrivare:

-“Non ho mai desiderato diventare monaca, in cuor mio ho sempre saputo di voler vivere in società, mettere su famiglia, ed essere una donna normale. Inizialmente pensavo di essere fortunata, ma vedendo le altre bambine felici del loro destino, iniziai a essere invidiosa, volevo trovarmi al loro posto." La ragazza sentì il vicario sghignazzare, alzò lo sguardo e capì che l’uomo di fronte a lei non era il vero vicario, ma uno degli scagnozzi di suo padre. Per rimediare al suo errore accennò una risatina nervosa, come per dire che era tutto uno scherzo, ma ovviamente lo sgherro non ci cascò e corse subito a riferire il fatto al principe. La ragazza scoppiò a piangere in un attacco di panico, e non sapendo cosa fare spinse un mobile davanti alla porta per impedire l’entrata a chiunque. Pochi minuti dopo vide qualcuno provare ad aprire la porta con violenza, si spaventò e si mise a spingere il mobile per dargli più stabilità. Sentiva il padre che le urlava di uscire da quella dannata stanza, e, forse per paura o forse per stanchezza, Gertrude lasciò il mobile, che le cadde su una gamba a causa di una spinta brusca da parte del principe che cercava di entrare nella stanza bloccata. Quando quest’ultimo vide la ragazza ferita, non se ne preoccupò, poiché credeva che fosse un altro metodo di Gertrude per distogliere l’attenzione da quello che aveva fatto, e dopo averla fatta alzare da terra e averla gridata severamente, la fece rinchiudere nella stessa stanza in cui era stata rinchiusa dopo aver scritto la lettera al padre in cui ammetteva di non voler essere monaca. In quella stanza Gertrude era sola, affamata e con una possibile gamba rotta, ma nessuna di quelle cose la turbava più del rimorso che provava per aver tradito il padre e averlo deluso. Quella notte fu molto ardua per la ragazza, non riusciva a dormire, ma dopo essersi addormentata l’unico membro della famiglia che non l’avrebbe mai abbandonata, ma che purtroppo se ne era andato troppo presto, gli apparve in sogno, per consolarla, rassicurarla, ma soprattutto per ispirarla ad essere più forte che mai. Appena sveglia Gertrude si mise dietro la porta, aspettando la serva con la colazione. Quest’ultima, non vedendola, entrò nella stanza, ma sentì un rumore dietro di sé: il rumore della porta che Gertrude chiuse con dentro la serva. Essendo prima mattina lei pensava che il padre stesse ancora dormendo, ma con sua grande sorpresa lo vide in cucina ad attenderla insieme ad alcune monache, con le quali il principe si era messo d’accordo per portare Gertrude in convento anche contro la sua volontà (all’epoca le leggi erano importanti ma nessuno poteva resistere a una bella pila di monete). Le monache portarono la ragazza sulla carrozza, ma prima di partire lei vide lo sguardo compiaciuto che il padre aveva stampato in viso, nonostante sua figlia stesse per essere portata via senza il suo consenso. Questo episodio segnò così tanto Gertrude che sin dal suo arrivo in monastero cominciò a meditare metodi per vendicarsi del padre, facendolo soffrire come lui aveva fatto soffrire lei. Passava ore nella sua cella a riflettere, e qualche volta, guardando fuori dalla finestra, vedeva un ragazzo, con cui ebbe subito intesa. Il ragazzo, di nome Egidio, andava spesso a trovare Gertrude in convento, sia per passare del tempo insieme sia per pensare a come farla scappare da quel posto, e una notte, quando tutti dormivano, Gertrude e Egidio scapparono dal convento. Inizialmente l’intenzione dei ragazzi era di scappare dalla città, ma Gertrude pensò che avrebbe finalmente potuto vendicarsi del padre, quindi tornarono nella vecchia casa della ragazza e soffocarono il principe dormiente con un cuscino, poi scapparono insieme. La mattina seguente, vedendo che Gertrude era scomparsa e che il principe era morto tutti fecero due più due e capirono che la ragazza aveva assassinato il suo stesso padre, così cominciò una caccia nei suoi confronti. Intanto Egidio aveva trovato un amico disposto a dare alloggio a lui e a Gertrude, ma ben presto si scoprì che l’amico aveva avvisato le autorità per espiare un piccolo furto per il quale era stato ritenuto colpevole. Egidio si prese tutta la colpa per l’omicidio del principe e fu condannato a morte, Gertrude, invece, fu rinchiusa, ma non potendo vivere senza il suo amato decise di fare un digiuno, che la portò alla morte.

Dario Gennaro, 2^ E

Liceo Linguistico

giovedì 31 marzo 2022

LA FORZA DELLA MEMORIA NELLE PAROLE DI LUCIA CALI'



 Ciao Lucia, 

Non ci siamo dimenticati di te, del tuo dolore,  del tuo narrato.

Alla vigilia del 2 aprile, i ricordi legati a quell'incontro dell'8 marzo  scorso a scuola, ritornano nitidi, chiari  a rammentare l'efferata strage della quale tu ti sei sentita indirettamente responsabile perché lì  a Pizzolungo  quella mattina, doveva morire il tuo Salvatore e non i gemellini Giuseppe e Salvatore Asta, di appena 6 anni, e la loro mamma   Barbara.

L'attentato era rivolto, infatti, al giudice Palermo, da febbraio a Trapani, dove era giunto dalla Procura di Trento, e ai suoi agenti di scorta: Rosario Maggio, Antonino Ruggirello, Raffaele di Mercurio e Salvatore La Porta; si, tuo marito, tutti sopravvissuti,  ma allo stesso tempo "vittime", come la madre e i suoi figlioletti.

Quel giorno cambierà la vita di tutti, delle vittime e dei superstiti per sempre.  Da quel giorno comincerà un "calvario" che non ti riporterà più indietro.

Quell'incontro con la signora Lucia Cali è stato particolarmente emozionante. Credo che ognuno abbia potuto ,uscendo dall'aula, avere la piena consapevolezza che Lucia sia stata di fronte a quello che è capitato alla sua famiglia una persona ,una madre, e una moglie forte. Lei stessa ha affermato che la sua forza è stato l'amore per gli altri. Sentendo le sue parole si può riflettere su cose che in verità non sono poi così lontane da noi ,cose che sembrano invisibili, quasi insignificanti, dato che non possono essere viste. Ma esse sono più potenti di tutto. Tanto potenti da provocare disastri, ma non solo per le strade con le bombe o i chili di tritolo, ma anche nelle vite delle persone innocenti. Questi sì che sono danni irreparabili. Noi che magari sentiamo le notizie alla televisione in un normale momento di convivialità con la nostra famiglia a tavola rimaniamo a bocca aperta, forse ci vengono i brividi ma non abbiamo idea dopo il passare dei mesi dall' accaduto che la nostra vita ha continuato a scorrere, mentre quella di qualcun altro si è bloccata. Per noi una giornata porta con sé i suoi impegni e al passare delle ventiquattrore è un altro giorno in cui probabilmente i pensieri del giorno precedente non ci sono più. Per Lucia e la sua famiglia il dolore di quel giorno persiste ancora oggi e ha condizionato non una, ma più vite. La signora Calì ha raccontato  la sua verità ,la sua storia e ci ha testimoniato il suo coraggio. Ha fatto capire che per chi quella strage di Pizzolungo l'ha sentita e vista alla radio o al telegiornale poi l'ha dimenticata. Grazie a lei abbiamo potuto toccare il dolore con mano e vedere il dolore nei suoi occhi. Tutto ciò è molto diverso rispetto a quello che viene raccontato nelle normali conferenze, anche a scuola. Abbiamo visto davanti a noi realtà e dolore allo stesso tempo. Lo abbiamo quasi toccato con mano,come mai prima.  Abbiamo potuto avvicinarci per davvero a ciò che delle vite di chi è coinvolto nelle stragi di mafia non si sa. Ciò che noi ormai abbiamo  interiorizzato, lo dobbiamo solo a lei e alla sua grande forza nel raccontarlo. Proprio grazie a lei ho avuto la grande voglia di partecipare al concorso "Santo della Volpe" e di scrivere l'articolo giornalistico sulla lotta alle mafie,che purtroppo è il contagio di un virus molto grande,come il coronavirus, che si moltiplica nelle sue numerose varianti, ma che può essere sconfitto. Vedere chi ha sofferto e soffre ancora per ciò che la mafia ha commesso è il primo passo per sensibilizzare e per portare il cambiamento, non solo negli altri, ma prima di tutto dentro noi stessi perché non potremo mai aiutare nessuno a cambiare se prima non ci siamo evoluti noi nel nostro piccolo e nelle nostre modeste e ristrette convinzioni.

Potremo anche non essere capaci di uccidere o di far esplodere delle bombe in autostrada, ma fin quando penseremo che possa vincere sull'altro a noi vicino la prevaricazione e l'imposizione e non ci occuperemo del mondo in cui viviamo sporcandolo,moralmente parlando, la mafia continueremo ad essere sempre Noi.


Tartamella Maria Sofia, 3^ A

Liceo delle Scienze Umane


giovedì 17 marzo 2022

TIFIAMO TUTTI PER LA PACE



Abbiamo sentito alcuni nostri giovani studenti sui recenti fatti di guerra che stanno coinvolgendo l'Ucraina e il mondo intero. Ascoltiamo la loro voce :


Quando mi chiedono,ma cosa pensi di ciò che sta accadendo in Ucraina?,io rispondo con un'altra domanda,di cui so già la risposta, "A cosa serve studiare la storia se si commettono gli stessi errori del passato?".Non mi schiereró da nessuna delle due parti,non affermeró che Putin abbia agito nella maniera meno adatta ad affrontare la situazione,né che l'Ucraina sta cercando di tenere duro,mostrando resistenza e perseveranza.Ma parleró di un popolo,che di guerra non ne vuol sentire parlare,che vede giorno dopo giorno i propri cari morire sotto i loro occhi; degli uomini che hanno dovuto abbandonare le loro mogli e i loro bambini per andare in guerra e non sapranno se faranno mai ritorno a casa;non sappiamo nemmeno se una casa ce l'avranno dopo tutto questo.Un popolo che se unito,potrebbe calpestare questa realtá malsana,perché il popolo è lo Stato,questo ci dice il diritto italiano e anche la storia che noi giovani studiamo, al fine di essere cittadini migliori.Il mio obiettivo è mirare proprio a questo : se i popoli Ucranio e Russo la guerra non la vogliono,perché i soldati(sia Russi che Ucrani) non si rifiutano di combattere? perché tutti gli abitanti non alzano la testa?e perché non osano mettersi contro delle idee messe in atto,di cui loro non sono a conoscenza? forse per paura?,ma di cosa e soprattutto di chi?.Uomini potenti,posti sul piedistallo che, con uno scrocchio di dita riescono a far piazza pulita?.Queste sono le domande che mi pongo, alle quali non so dare una risposta ben precisa;so bene che per quanto riguarda la Russia,essa è una repubblica federale di tipo semipresidenziale,ma il popolo non puó pagare le conseguenze di coloro che per acquistare potere affermano di portare avanti delle decisioni,che porteranno solo alla distruzione,non solo del territorio, ma anche di intere famiglie.


 Claudia Fallucca 3^ M

È imbarazzante pensare che nel 2022 si stia temendo la morte di migliaia di persone per colpa di adulti che piuttosto che rimediare agli errori del passato, piuttosto che dare un insegnamento e speranza per il futuro alle nuove generazioni, stia invece pensando a distruggere quei pochi passi avanti che finalmente le varie popolazioni stavano affrontando. Ultimamente la mente di chiunque è invasa da una singola frase che ha distrutto tutte le certezze sull'umanità: 

"La storia non ci ha insegnato niente" Purtroppo le guerre ci sono sempre state e continuano ad essercene altre oltre al temuto scontro tra Ucraina e Russia; non dovremmo nemmeno esserne sorpresi. La verità è che non siamo arrabbiati per l'arrivo di una guerra, siamo arrabbiati perché ci vantiamo sempre con tutti i giorni dedicati ai ricordi e alle memorie che siamo migliori di quelle persone del passato, invece in due mesi abbiamo fatto i conti con la realtà. Non siamo migliori di loro, né come loro, siamo peggio poiché, nonostante tutti i vissuti, siamo rimasti fermi sullo stesso punto continuando a dare sempre la colpa a qualcuno. In questi due anni di pandemia caratterizzati dalla paura del prossimo, e questo mese di ansia, ho compreso che non siamo altro che dei fantocci fatti di carne senza un briciolo di umanità che ci faccia rendere conto che siamo noi la causa di tutto ciò.

Cloe Guarnotta 3^ A

Quella che stiamo vivendo è una vera e propria catastrofe umanitaria, etica ma soprattutto inimmaginata fino ad un paio di mesi fa. Chi si sarebbe aspettato di vedere un paese indipendente e universalmente riconosciuto invaso e privato di ogni tipo di libertà? Assediato e distrutto come se dalla storia non avessimo imparato nulla? Come se la diplomazia, la via del dialogo, sia un segno di debolezza per una superpotenza mondiale come la Russia? Quello di cui siamo certi, sicuramente, è l'enorme disastro che la popolazione ucraina è tenuta a sostenere a testimonianza dei vergognosi bollettini giornalieri di cittadini innocenti che, per volere dei forti, sono volati via, mettendo fine ai sogni dei bambini, alle ispirazioni dei giovani ma soprattutto all'idea di una pace universalmente riconosciuta e che, ad oggi, è soltanto un sogno utopistico.

Vedere un'intera popolazione vedersi costretta ad abbandonare le propria abitazione, frutto di sacrifici, che ospitava una famiglia magari, ricominciare da zero, cambiare paese di residenza e rischiare la vita durante il tragitto vivendo in bilico tra la vita e la morte. L'uomo è e sarà sempre il peggior nemico di sé stesso, finché,un giorno, non ci elimineremo con le nostre stesse mani.

Benedetto Medici 3^B

È ormai da un mese inoltrato, che il clima tra America, Europa, Ucraina e Russia si è scaldato e le cose sono diventate e continuano ad essere preoccupanti in modo crescente. Personalmente, non mi trovo né dalla parte dell'Ucraina, né dalla parte della Russia, piuttosto, mi schiero dalla parte della pace, ma purtroppo il mondo non sempre può girare così per mano di potenze maggiori. Credo però che dietro agli attacchi di Putin ci sia una determinata logica seppur svolta nel modo sbagliato.

Infatti, per molto più tempo di cui si pensa l'America e, per mia conoscenza, anche l'Europa ha piano piano sottratto territori alla Russia, e il Governo russo ha sempre cercato di far capire che bisognava fermarsi lì senza andare oltre e creare degli squilibri, e l'Ucraina è praticamente una porta aperta alla Russia; a questo punto Putin ha deciso di intervenire con le armi, scelta totalmente ingiusta nei confronti dei suoi concittadini e in quelli del popolo Ucraino, ma quanto meno, tra molte virgolette, "giustificato" da una serie di azioni precedenti.

Credo che Putin faccia bene? No, credo che ci siano dei motivi per cui sia traboccato il vaso? Certamente. Ma in ogni caso, la guerra, da ogni punto di vista, distruggerà, il commercio, l'economia, e varie parti sensibili della società oltre che la vita di moltissime persone non responsabili di nessun avvenimento e che provavano semplicemente a vivere la loro vita in "pace" seppur tra le grinfie della politica corrotta dai beni e dagli interessi economici.

Riccardo Sansica 3^ A

Mi è davvero complesso possedere un'opinione sulla situazione che stiamo vivendo. Un giorno si ha un'idea e il giorno dopo la si cambia totalmente, influenzata dagli avvenimenti che a loro volta subiscono delle novità. Cerchiamo giorno dopo giorno una risposta e una spiegazione plausibile a questa tragedia, ma alla fine i frutti ne escono sempre vani e di ben poca chiarezza. Con tutta onestà non sono eccessivamente sorpresa da tutto ciò, non sono mai stata fiduciosa nell'uomo e nel suo mantenere la propria parola e probabilmente mai lo sarò.

Mi piace definire la mente umana come una macchina imprevedibile ma anche pericolosa che alcuni riescono a controllare e altri no. Non conosciamo la verità ne tantomeno ciò che può passar per la testa ad un singolo individuo con un potere così grande fra le mani e per questo il nostro futuro rimarrà sempre incerto. Siamo tutti moralisti e perbenisti ed è facile affermare il non ricascare nuovamente in errore ma i risultati alla fine li vediamo quotidianamente ogni giorno, anche sotto una prospettiva egoistica dove il vero interesse nasce solo quando il problema rientra nel nostro territorio.

La verità è che deve pungere per fare male. Studiamo la storia per ricordare e non riproporre gli stessi errori. Ma a che serve? Mi auguro, anche se con difficoltà, che questa guerra finisca, nonostante essa abbia già mietuto parecchie vittime sia in terra ucraina che in quella russa. Niente e nessuno potrà restituire i deceduti alle persone che li hanno persi. Adesso, la vera domanda è, chi è che avrà più il coraggio di dire, ricordiamo questo momento per non ricadere in errore?

Noemi Asta 3^A

Come se attraversare una pandemia non bastasse, in questi giorni ci siamo ritrovati ad affrontare una seconda emergenza, anche se al momento non ci tocca direttamente, la guerra tra la Russia e l'Ucraina, che continua a contare sempre più morti tra i civili innocenti. Da anni a scuola viene insegnato che è importante studiare la storia per la nostra cultura, ma soprattutto per renderci conoscenti e consapevoli degli sbagli accaduti nel tempo, per evitare di ripeterli e imparare da essi, ricavandone tutti gli insegnamenti possibili per vivere in modo e in un mondo migliore. Sappiamo tutti che la mente umana, per quanto macchina stupenda e particolare, è imprevedibile, ma non possiamo continuare a ritrovarci in situazioni del genere, dimostrando di non aver ricavato nulla da tutte le stragi  già avvenute che hanno portato fratture tra le persone, caos e distruzione, di ambienti, edifici, famiglie, di ciò di cui tutti facciamo parte, una società , l'umanità.

Qualcuno deve sempre pagare, chi ha potere non lo usa bene o anche se con le giuste intenzioni si sbagliano i modi; è umano sbagliare, ma perché ripetere la storia? Porterà solamente l'avvicinamento della nostra fine, la fine dell'umanità. L 'uomo non smette mai di sorprenderci, peccato che queste non siano delle sorprese positive, tutto il contrario.

Aurora Simonte 3^ A