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venerdì 4 aprile 2025

CINEMA AMERICANO Vs CINEMA ITALIANO. Un "GAP" CHE CI SEGNA

 


Vi siete mai chiesti “perché i film italiani non sono tanto popolari quanto quelli americani?” In questo articolo chiariremo il motivo del progressivo peggioramento, nel corso degli anni, della cinematografia italiana, facendo anche un breve salto nel passato per confrontarci con le colossali industrie del cinema dell'America…per imparare dai migliori ovviamente! Per iniziare, il cinema italiano è attivo sin dal 1896. I generi più popolari erano, e ancora lo sono, il comico-realistico, il poliziesco, il melodramma sentimentale e, nonostante l’Era Fascista venga ricordata come periodo delle censure, non mancavano film di propaganda e di revisione storica.

Ma cos’è che è andato storto? In Italia la cinematografia è stata segnata da crisi per via della mancanza di incentivi fiscali, di politiche culturali e a causa della concorrenza con gli altri Paesi. Strutturalmente è anche inferiore altre case di produzione: mancano buone sceneggiature, i temi sono poco interessanti e i personaggi sono piatti. Inoltre, ciò che ha avvantaggiato maggiormente l’America, è stato l’uso di piattaforme streaming come Netflix, Prime Video, Disney plus, dove vengono promossi i nuovi film e le nuove serie tv.

E il cinema americano invece? Il cinema americano nacque nel 1894 e i generi più amati dal pubblico furono fin da subito il giallo, l’attualità e il comico. Il secondo conflitto mondiale portò il cinema statunitense a trattare temi più cruenti e a filmare scene all’aperto. Il cinema americano tiene il primato nella cinematografia mondiale perché ha saputo cogliere meglio gli interessi del pubblico, e ormai sia i film di Hollywood che i film con gli attori più famosi e amati dai giovani portano ad un successo incredibile a prescindere dalla qualità della storia. Rispetto all’Italia e all’Europa, ciò che rende il cinema americano il più seguito al mondo è l’investimento che viene fatto su questa risorsa, infatti il consumismo americano ha portato anche nel cinema l’utilizzo di attrezzatura avanzata che ci ha portato ad avere quei prodotti che tutti noi oggi amiamo.

Quindi come può migliorare il cinema italiano? Può migliorare trattando, per esempio, argomenti più moderni e coinvolgenti; scrivendo meglio i personaggirendendoli originali e particolari; inserendo colpi di scena (i cosiddetti “Plot-twist”); e infine aggiungendo effetti speciali e sonori. Il cinema italiano dovrebbe, per stare al passo con le grandi produzioni americane, riproporre i grandi classici. Un esempio può essere: “Il Gattopardo”, un film ambientato in Sicilia la cui prima rappresentazione grafica è stata prodotta nel 1963 e di cui ne è stato fatto di recente un remake a serie TV da Netflix. Il linguaggio è moderno: utilizza varie espressioni dialettali Siciliane, attirando l’attenzione della nostra generazione. Le nostre città diventano set per l’opera e il prodotto finale è un capolavoro letterario, soprattutto per le accentuate figure femminili.

Francesca Licari III G e Simona Valenti III M- IIS "Rosina Salvo" di Trapani- Progetto PNRR Futura "Il giornalismo digitale nell'era dell'I.A"

giovedì 3 aprile 2025

LA COSTITUZIONE, MOTORE DI GIUSTIZIA E FONTE DI DEMOCRAZIA

 




Per la nona edizione del concorso giornalistico "Santo della Volpe, bandito dal Comune di Erice, nell'ambito delle iniziative del "Non ti scordar di me", a quaranta anni dalla stage di Pizzolungo del 2 aprile 1985, agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado è stato chiesto di elaborare un testo nella forma di articolo giornalistico con la seguente traccia: "Le democrazie hanno bisogno di persone capaci di nuotare controcorrente, di denunciare gli errori commessi, di insistere con maggiore forza su un problema quanto più risulta sgradito» (cit. James Bryce, storico, giurista e politico britannico). Individuate chi secondo voi oggi rispecchia questa descrizione. Realizzate una intervista, anche nella forma immaginaria, sul tema del contrasto alle mafie come dovere costituzionale".

Questo è l'articolo scritto  da Monaco Letizia, con il quale ha partecipato al concorso.

La lotta alla criminalità organizzata è una delle battaglie più dure e complesse del nostro Paese, una sfida che richiede coraggio, determinazione e un profondo senso di giustizia. Pochi uomini incarnano questi valori come il Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, da sempre in prima linea contro la ‘ndrangheta e le mafie e mosso da un profondo rispetto verso gli impegni costituzionali.

Nato in Calabria e cresciuto con un forte senso del dovere, Gratteri ha dedicato la sua vita alla difesa della legalità, affrontando minacce e pericoli con una determinazione incrollabile. La sua esperienza diretta lo ha reso una delle figure più autorevoli nella lotta alla criminalità organizzata, non solo sul piano giudiziario ma anche su quello culturale ed educativo, promuovendo la prevenzione nelle scuole e sensibilizzando i giovani sull’osservanza della legalità.

INTERVISTATORE: Salve signor Gratteri. Grazie per aver accettato di farsi intervistare. La gente la conosce come “Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri”, quale ruolo ha il suo lavoro nella sua vita?

NICOLA GRATTERI: Grazie a voi. Sono molto entusiasta del mio lavoro perché promuove valori su cui ho fondato la mia intera vita, come quello della giustizia. Sono nato in una famiglia della Calabria poco abbiente ma ricca di sani valori e, seguendoli, ho scelto di diventare magistrato e procuratore.

I: Quando ha scelto di diventare Procuratore e cosa lo ha convinto a non abbandonare mai il suo lavoro?

N.G.: Non c’è stato un momento preciso. Sin da piccolo ho sentito molto il peso del dovere costituzionale proprio di ogni cittadino, poi ho anche vissuto la mia infanzia circondato da fenomeni mafiosi: fin dalla frequenza della scuola media inferiore ho conosciuto la violenza e la prepotenza, esercitate da figli di ‘ndranghetisti. Ho sempre cercato di perseguire la giustizia e di aiutare gli altri e, ad oggi, lo faccio concretamente con il mio lavoro; non a caso, pur potendo scegliere tra le Procure di tutt’Italia, essendo tra i primi in graduatoria, ho scelto volutamente la mia terra. Per quanto riguarda i “pericoli” cui incorro, ogni lavoro ha il suo. Ogni giorno io potrei subire attentati, come un qualsiasi operaio potrebbe essere schiacciato da una macchina… Ho scelto in maniera consapevole di voler far del bene alla collettività, accettando tutti i rischi del caso e ne ho ricavato la libertà. Sarò per sempre grato alla mia famiglia per i valori che mi ha insegnato, perché probabilmente, se fossi nato in una famiglia di ‘ndranghetisti, oggi sarei capomafia...

I: Crede che quindi la causa principale della diffusione della mentalità mafiosa sia l’appartenenza familiare?

N.G.: Certamente! ma non solo. La famiglia non la possiamo scegliere, per cui molta importanza ha l’azione di prevenzione e sensibilizzazione promossa dalle scuole. Nelle aule i ragazzi dovrebbero ricevere gli strumenti per capire il mondo, per pensare in modo autonomo, per discernere tra giusto e sbagliato senza influenze esterne. Quando i ragazzi tornano a casa dopo la scuola, se sono fortunati e vivono in famiglie oneste, avranno una vita normale, se invece appartengono a famiglie mafiose non hanno scelta: devono compiere azioni criminali anch’essi. Ecco perché io stesso mi impegno ad avere un confronto diretto con i ragazzi in scuole e università; non basta combattere le mafie, serve fare prevenzione.

I: A proposito di conferenze nelle scuole. Ha mai incontrato il giovane siciliano Felice Piemontese?

N.G.: Purtroppo non ho mai avuto il piacere di incontrarlo ma lo conosco e lo stimo molto, mi piace che i giovani siano i primi promotori di un’educazione alla legalità. Felice ha compreso che la prima arma con cui poter combattere il fenomeno mafioso è l’informazione e ha promosso incontri con procuratori antimafia. Sono i giovani come lui la nostra ricchezza, infatti è proprio a partire dai pensieri dei giovani che ho accettato inviti dalle scuole e ho scritto il libro, di cui vado molto fiero, “La mafia fa schifo”.

I: Parlando invece della manifestazione “Non ti scordar di me”, a cui lai ha voluto aderire con quest’intervista, il lavoro di Margherita Asta è un esempio di come il dolore personale possa trasformarsi in lotta per la giustizia. Quanto è importante la testimonianza delle vittime?

N.G.: È essenziale. Margherita ha perso la madre e i due fratellini in un attentato destinato ad un magistrato antimafia e da allora la sua vita è stata dedicata interamente alla lotta contro la criminalità organizzata. I familiari delle vittime di mafia ci ricordano il prezzo che si paga quando lo Stato non è abbastanza forte contro le mafie. La loro voce è un continuo promemoria a non abbassare mai la guardia. Ma non bisogna mai dimenticare che il contrasto alle mafie non deve essere motivato esclusivamente dal dolore personale. Il motore della giustizia deve essere la Costituzione stessa, con i suoi principi fondamentali di libertà, giustizia e uguaglianza, condizioni necessarie per una vera democrazia.

Letizia Monaco

Classe 4^ A

Scienze Umane

 

 

mercoledì 2 aprile 2025

I NOSTRI GIOVANI A " Non ti scordar di me" DIMOSTRANO UN PROFONDO SENSO CIVICO E DESIDERIO DI RISCATTO



 

Lunedì 31 marzo gli alunni delle classi 3^ e 4^ A dell'indirizzo Scienze Umane hanno partecipato al convegno, nell'aula magna del Polo universitario di Trapani, dal titolo “Democrazia e Costituzione, il ruolo dell'Europa” con relatore Vittorio Di Trapani, presidente della F.N.S.I. (Federazione Nazionale della Stampa), nell'ambito delle iniziative “Non ti scordar di me” che Comune di Erice e Libera, associazioni, nomi e numeri contro le Mafie, hanno organizzato in occasione del 40° anniversario della strage di Pizzolungo, nel corso della quale, il 2 aprile del 1985, furono uccisi Barbara Rizzo e i suoi figli, i gemellini Salvatore e Giuseppe Asta. Gli alunni, che hanno partecipato al concorso dedicato al giornalista scomparso "Santo della Volpe", bandito dal Comune di Erice nell'ambito delle stesse iniziative, hanno  voluto esprimere le loro riflessioni sui temi affrontati al convegno.


La vita…

Il privilegio più bello che ci è stato concesso, il dono più grande che abbiamo ricevuto, ma…

Quante vite vengono spezzate? Strappate troppo in fretta dalla loro quotidianità, dai loro sogni,

nessuno dovrebbe avere il diritto di rubare un tale tesoro, di strapparlo dagli affetti più cari, di spegnere quella luce che risplendeva di sogni e speranze…

Queste luci sono state riaccese all’ incontro tenutosi al polo universitario di Trapani nel quale il presidente dell’ associazione Vittorio Di Trapani ha tenuto un discorso importante,  una lezione di vita per tutti , ma principalmente per noi  giovani  “ inesperti” ancora della vita, esaltando il coraggio ed il valore che noi rappresentiamo per la nostra società,  giovani guerrieri che abbatteremo insieme il muro del silenzio per costruire insieme un futuro migliore. Lotteremo, combatteremo, giorno dopo giorno, non scoraggiandoci davanti agli ostacoli e alle sconfitte che incontreremo durante il cammino, poiché chi non subisce  sconfitte ha già perso in partenza e la scuola ci aiuterà a formarci, preparandoci alla vita che ci  attende, non soltanto dal punto di vista scolastico,  ma illuminandoci sulle varie problematiche attuali che  ci si presentano , forgiando le nostre anime, preparandoci a salire sul palco per rappresentare la più  grande opera chiamata vita!

Rosy Grammatico

L'aula magna dell'Università di Trapani si è riempita di voci, di quelle che non hanno paura di farsi sentire! Tutti lì per il premio giornalistico "Santo della Volpe", un nome che fa pensare a qualcuno al  coraggio, proprio come i giovani giornalisti premiati.

Vittorio di Trapani, il direttore dei giornalisti italiani (FNSI), ha parlato di quanto sia importante la scuola. Non solo per imparare le tabelline, ma per diventare pensatori liberi, capaci di nuotare controcorrente come pesci ribelli! Ha detto che la scuola deve aiutarci a capire il mondo di oggi, per poterlo cambiare in meglio, senza aspettare il domani.

E sapete una cosa? I lavori presentati al concorso hanno dimostrato che la scuola ci sta riuscendo! C'erano articoli pieni di idee originali, di domande scomode e di voglia di cambiare le cose. Proprio come Santo della Volpe, che con la sua penna affilata ha sempre cercato la verità.

Questo premio è stato come un faro, che illumina il talento dei giovani giornalisti e ci ricorda che le parole possono essere potenti, come onde che agitano il mare.

Marta Trapani

Ieri ho avuto l'opportunità di partecipare a un convegno contro la mafia, un'occasione che mi ha profondamente colpito.  È stato toccante ascoltare le testimonianze di chi, nonostante le difficoltà e le minacce, continua a lottare per un futuro libero dalla violenza e dall'omertà. Il giornalista Di Trapani ha sottolineato l'importanza della lotta civile e della testimonianza, sostenendo che la mafia non si combatte solo con la repressione, ma anche con l'impegno quotidiano per costruire una società più giusta e consapevole. Un tema centrale nelle sue dichiarazioni è l'importanza della cultura della legalità e dell'educazione per le nuove generazioni, affinché possano crescere senza essere condizionati dalla presenza della mafia. Mi ha colpito l'approccio propositivo, che non si è limitato a denunciare i problemi, ma ha puntato anche su soluzioni concrete: educazione alla legalità, rafforzamento delle istituzioni e il coraggio di fare rete per un cambiamento duraturo.

Sofia Cammareri

Il convegno del 31/03/25, presso il Polo universitario di Trapani , ha offerto a tutti noi studenti  l'opportunità di riflettere su come la criminalità organizzata minacci i principi fondamentali dello Stato democratico, come giustizia, uguaglianza e libertà. La mafia sfida le istituzioni repubblicane, mettendo alla prova la capacità dello Stato di garantire la legalità. Il convegno è stato un momento per discutere di come la Costituzione protegga i cittadini e di come la lotta contro la mafia coinvolga l'intera società, non solo le forze dell'ordine e la magistratura. È stata un'occasione per rafforzare il legame tra legalità e appartenenza alla comunità democratica e, soprattutto per noi giovani, per non dimenticare.

Sofia Genova

L'intervento del giornalista Di Trapani ha messo in evidenza l’importanza della scuola e dell’impegno civico per costruire una società più giusta e consapevole. Ha sottolineato come la Costituzione sia un punto di riferimento fondamentale e come istruzione e democrazia siano strettamente legate. La scuola, infatti, non serve solo a trasmettere conoscenze, ma è anche un luogo dove sviluppare il pensiero critico e imparare a partecipare attivamente alla società. Oggi, più che mai, è importante che i giovani abbiano il coraggio di esprimere le proprie opinioni e denunciare le ingiustizie. Credo che sia un nostro diritto, ma anche un dovere: informarsi, riflettere e impegnarsi per migliorare il futuro di tutti.

Melania Di Pietra

La scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma uno spazio di crescita, confronto e costruzione del futuro. Come sottolineato  da Vittorio Di Trapani , essa ha il compito fondamentale di formare cittadini consapevoli, in grado di esercitare il pensiero critico e di difendere i propri diritti. È solo attraverso l’istruzione che si sviluppano valori come il senso di giustizia, la responsabilità e il coraggio di  capire ciò che è bene e ciò che è male quando necessario. Inoltre, la scuola offre ai giovani gli strumenti per comprendere la realtà e contrastare fenomeni negativi come la criminalità. Secondo me,  quindi, investire nell’educazione significa  creare una società più equa e democratica, con giovani ben preparati che sono cittadini prima di tutto del presente e poi  del futuro .

Beatrice Di Bono

Partecipare a un evento come questo aiuta a mantenere viva la memoria delle vittime innocenti e a riflettere sulle ripercussioni che la mafia ha avuto e continua ad avere sulla nostra società. È importante che i giovani si sentano coinvolti in questa lotta, anche tramite la cultura e l’informazione. Solo così possiamo sperare di creare una società più giusta, dove la legalità e il rispetto dei diritti siano principi condivisi da tutti. Questi eventi organizzati, ricordano che la mafia non è una realtà lontana o ormai superata, ma è ancora un problema che affligge il nostro Paese e che richiede un impegno costante. La memoria di chi ha lottato contro di essa, come anche quella delle vittime, deve rimanere un avvertimento per il futuro.  Ogni giovane può essere un esempio per gli altri, promuovendo comportamenti etici e responsabili, e rifiutando ogni tipo di connivenza con la mafia o comportamenti che favoriscano la sua esistenza.

Carlotta Pidone

Vittorio di Trapani, presidente della FNSI, ha affermato che la scuola è una tra le poche istituzioni in grado di affrontare la mafia e che i giovani non sono cittadini di domani ma di oggi. Mi trovo molto d’accordo con questa affermazione: noi giovani dobbiamo partire da adesso a cambiare il mondo, a renderlo migliore partendo dagli errori commessi in passato. Inoltre Vittorio fa una riflessione sulla Costituzione dicendo che la essa traccia la rotta del tragitto che dobbiamo seguire, proponendo alle nuove generazioni a noi giovani, quindi, ci ha consigliato di scegliere un articolo e renderlo nostro attualizzandolo e applicandolo alla nostra vita; sicuramente ciò per noi è un vero e proprio impegno da affrontare, ma per una società migliore bisogna fare ulteriori sforzi.

Iole Pavia

Quando si parla degli adolescenti di oggi, la prima cosa che si pensa è che sono “sempre attaccati ai telefonini”, “asociali” e soprattuto “disinteressati” alla vita che li circonda. Eppure, se apriamo bene gli occhi, ci accorgeremo che non è così. Infatti, i giovani, sono i primi ad interessarsi a ciò che succede al di fuori delle mura della propria camera. Questo si può evincere anche tramite i lavori che sono stati presentati il giorno 31/03 al Polo Universitario di Trapani. Infatti, questi elaborati, come ha detto Vittorio Di Trapani, “sono una fonte di grande speranza”. 

I giovani hanno anche dimostrato di essere “cittadini di oggi” partecipando attivamente alla manifestazione del 21 marzo tenutasi a Trapani contro la mafia.

Ludovica Picciché

Io penso che i lavori inviati per il concorso giornalistico “Santo della volpe” mostrano come i giovani siano sensibili verso questi argomenti e che non siamo tutti menefreghisti come la maggior parte degli adulti ci etichetta; da cittadini del presente dobbiamo lottare e ricordare le vittime innocenti della mafia. Un grande contributo é dato dalla scuola che permette di educare i ragazzi alla consapevolezza.

Irene Peria

Il concorso giornalistico “Santo della Volpe” rappresenta un’importante occasione per i giovani di esprimere il proprio pensiero su temi di grande rilevanza sociale. Il fatto che gli studenti dimostrino consapevolezza e impegno nella lotta contro la criminalità organizzata e le ingiustizie è un segnale positivo per il futuro. La scuola e il giornalismo non devono solo trasmettere conoscenze, ma anche educare alla responsabilità e al coraggio di prendere posizione. In un’epoca in cui l’informazione è spesso manipolata, formare giovani capaci di analizzare criticamente la realtà è fondamentale per costruire una società più equa e libera. Molti giovani dimostrano un forte senso critico e si impegnano attivamente, partecipando a iniziative sociali, volontariato, e utilizzando i social media per sensibilizzare su temi importanti. Tuttavia, altri possono sentirsi scoraggiati o poco coinvolti, spesso per mancanza di stimoli o fiducia nelle istituzioni.

Milena Nolfo

Il concorso giornalistico "Santo della Volpe", dedicato a un giornalista impegnato nella lotta alla mafia, ha premiato studenti delle scuole superiori che hanno dimostrato una profonda comprensione dei fenomeni legati alla criminalità organizzata. I loro lavori trasmettono tensione civica, desiderio di riscatto e rifiuto di ogni forma di abuso, testimoniando l'impegno dei giovani nel contrastare la mafia e promuovere la legalità. Secondo me il testo evidenzia come la scuola e l'impegno giovanile siano fondamentali per contrastare la mafia e promuovere la legalità, valori essenziali per la costruzione di una società più giusta e sicura.

Aurora La Francesca

Le vittime della mafia sono cadute nel buio della violenza e dell'ingiustizia, ma la loro anima non si è spenta. I giornalisti che raccontano le loro storie sono come un faro che raccontano per non far dimenticare. I giovani di oggi sono la speranza per un futuro diverso, dove la mafia non abbia più spazio. Devono essere educati a conoscere la storia e a comprendere l'importanza della legalità e della giustizia.

Insieme, possiamo costruire un mondo più giusto e più libero, dove "le vittime della mafia non siano state vittime invano."

Marika Castiglione

martedì 25 marzo 2025

HOLLYWOOD NEL MEDITERRANEO, AL VIA LE RIPRESE DEL FILM " THE HODYSSEY" ALLE EGADI






Una storia antica secoli nelle coste occidentali della Sicilia, il regista britannico di capolavori come Interstellar e Oppenheimer vincitore di Oscar sbarca nelle isole Egadi, mondo di pesca e di imprenditori, come i Florio.

Nella piena atmosfera primaverile tra Marzo e Aprile inizieranno le registrazioni del film tratto dall'omonimo poema epico di Omero,  l'Odissea.

L'isola delle capre, nota a tutti come Favignana, non è stata scelta per caso per le riprese, in quanto Ulisse è stato il primo cosiddetto turista a sbarcare sull'isola per fare provviste di cibo è ricaricarsi insieme ai suoi compagni di viaggio.

 L’uscita del film nelle sale è ipotizzata per il 17 luglio 2026 con un cast stellare proveniente dalla Walk of Fame come Matt Damon dall'omonima serie di film di Harry Potter come Robert Pattinson o la coppia più conosciuta nata nelle riprese dei film di Spiderman, Tom Holland e Zendaya Maree Stoermer Coleman.

L'isola, già vista su sfondi cinematografici tra cui Picciridda di Paolo Licata, non era preparata a un simile evento ,che ha portato i paesani a prepararsi prematuramente alla stagione estiva per l’arrivo del cast del film e del nuovo turismo, attirato dalla notizia della nuova pellicola cinematografica che farà conoscere l’isola a livello internazionale.

In questi giorni alcuni degli attori sono arrivati sul luogo delle registrazioni( Favignana) producendo una grande fame di notizie per la loro presenza, e noi non aspettavamo altro !


Aurora Venza

Classe 4^A Scienze Umane

I.I.S. "Rosina Salvo" - Progetto PNRR Futura "IL giornalismo digitale nell'era dell'IA


domenica 23 marzo 2025

UNA GIOVANE GENERAZIONE PRONTA A COMBATTERE PER LA GIUSTIZIA E LA LIBERTA'

 


Tra le strade che hanno taciuto quando molte vite si sono spente sotto il piombo delle sentenze, tra i vicoli che ancora conservano l’eco di un passato segnato dalla violenza, il 21 marzo si è levata una voce forte e unanime. Trapani ha accolto oltre cinquantamila persone per la XXX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, un evento che ha visto una partecipazione senza precedenti, soprattutto da parte dei giovani, determinati a non lasciare che il sacrificio di chi ha lottato per la verità venga dimenticato. La manifestazione, organizzata dall’associazione Libera di Don Luigi Ciotti, ha attraversato il centro storico della città, trasformando le strade in un fiume di memoria e resistenza civile. In prima linea, i  familiari delle vittime hanno marciato con la speranza che il loro grido di giustizia non cada nel vuoto. Molti di loro sono ancora alla ricerca di una verità che sembra sfuggire, nascosta dietro il muro dell’omertà, dietro gli sguardi di chi sa, ma non parla. A rendere ancora più significativo questo corteo è stata la presenza massiccia di studenti e giovani provenienti da tutta Italia, determinati a dimostrare che la lotta contro le mafie non è solo una questione del passato, ma una battaglia del presente. Manuel Ruggirello, Rappresentante degli Studenti del nostro istituto,  ha preso la parola con un intervento carico di determinazione e coraggio: “Non possiamo permettere che la mafia continui a infiltrarsi nelle nostre vite, nelle nostre città, nei nostri sogni. Il silenzio è complice, e noi giovani dobbiamo essere il rumore della verità. Non accettiamo più l’omertà, non vogliamo più strade segnate dal sangue dell’ingiustizia. Oggi siamo qui per dire che la mafia non è invincibile, e che il futuro appartiene a chi sceglie la legalità.” Parole forti, specchio di una generazione che non vuole più vivere nell’ombra della paura, ma che sceglie di agire, di lottare, di ricordare. La presenza di Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha dato ulteriore forza alla manifestazione. Nel suo discorso ha ricordato che la criminalità organizzata non è stata sconfitta, ma continua a operare in modi subdoli e spesso invisibili, minacciando la libertà e il futuro delle nuove generazioni. “Le mafie non sono solo violenza e sangue. Sono potere, affari, connivenze. Sono là dove la legalità viene messa in secondo piano, dove la corruzione si insinua nelle istituzioni, dove il silenzio protegge i colpevoli. La vera giustizia non è ancora arrivata per molte delle vittime, e finché ci saranno persone che scelgono di tacere, la mafia continuerà a esistere.” Un monito chiaro, che ha scosso la piazza e ha rafforzato l’impegno di chi oggi ha marciato per un domani libero dalla paura. La marcia contro le mafie è stata un segnale importante, ma non basta. Il rischio che il ricordo si dissolva nel tempo è sempre presente, ed è per questo che iniziative come questa sono fondamentali. La lotta alle mafie non può essere un evento occasionale, ma deve diventare un impegno quotidiano, nella scuola, nel lavoro, nelle istituzioni e nella società. La massiccia partecipazione dei giovani ha dimostrato che c’è una nuova generazione pronta a raccogliere il testimone di chi ha combattuto prima di loro. Un segno di speranza che, se coltivato con determinazione e coraggio, potrà finalmente portare alla luce quel giorno nuovo rischiarato dalla luce della giustizia e della libertà.

 Rosy Grammatico

Classe 3^ A

Manuel Ruggirello

Rappresentante degli studenti

Classe 4^ A Scienze Umane





venerdì 21 marzo 2025

LA LOTTA ALLE MAFIE : LIBERA E LA XXX GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL'IMPEGNO NELLA NOSTRA CITTA'



 



Sentiamo spessissimo parlare di mafia, ma sappiamo veramente di cosa si tratta? E Libera invece? Qual’è il suo ruolo?

La mafia è un’organizzazione criminale che usa la violenza e l’intimidazione per controllare un territorio e arricchirsi illegalmente; è nata in Sicilia, dove prende il nome di: “Cosa Nostra”, ma al giorno d’oggi è conosciuta in tutto il mondo.

La mafia è sicuramente una forza pericolosa, che ha portato spesso anche alla morte di persone che cercarono di combatterla, tra cui: Piersanti Mattarella, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono solo degli esempi di quanto possa essere cattiva e pericolosa…

Ma negli anni si è creata qualche realtà che combatte attivamente la mafia?

Ovviamente sì, e un esempio ne è l’associazione Libera, nata nel 1995 per volere di Don Luigi Ciotti, un prete che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia.

L’associazione si impegna su diversi fronti: organizza incontri, manifestazioni e campagne informative per conoscere la mafia e i suoi pericoli, educa ai valori della legalità e sostiene le vittime di mafia.

Oggi, 21 Marzo 2025, in occasione della XXX Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, Libera ha organizzato un poderoso corteo. Più di 50.000 persone hanno affollato e animato la partecipazione. Tra queste più di 500 rappresentavano i famigliari delle vittime innocenti di mafia, provenienti dall'intera penisola, erano presenti le autorità politiche locali, la Diocesi di Trapani, le Associazioni, i Sindacati. E c'era anche il nostro Istituto, rappresentato da tutti gli indirizzi; le classi terze, in particolare, insieme alle classi 4 A, 4 B e 5 B, hanno seguito un percorso formativo preparatorio all’evento, essendo il tema della Giornata attinente con le programmazioni di educazione civica, e allestendo striscioni e cartelloni si sono resi più attivi e partecipi, insieme a Libera, nella lotta contro le Mafie.

La nostra scuola è partita dalla sede centrale di Via Marinella 1 fino ad arrivare alla sede di incontro del corteo, piazza Garibaldi, dove erano già presenti diversi ragazzi di Trapani e di tutta Italia.

Le bandiere multicolori, donate a piazza Garibaldi dallo staff di Libera, hanno animato il corteo fino ad arrivare a piazza Vittorio Emanuele.

Sicuramente uno dei momenti che più mi ha colpito della manifestazione è stato il discorso di Don Luigi Ciotti, che ha ricordato tutte le vittime di mafia fino ad oggi, e ci ha spiegato i motivi per cui la mafia deve essere combattuta da ognuno di noi.

Questo corteo ci ha fatto comprendere che noi ci dobbiamo ribellare alla mafia, bisogna scrivere poesie, canzoni, esprimere le nostre opinioni affinché tutti conoscano questa brutta realtà; solo così tutti, uniti, riusciremo a distruggerla e a vendicare tutti quegli innocenti che hanno perso la vita.


Francesca Chiara Licari 3^G Liceo Linguistico

I.I.S."Rosina Salvo" Trapani

martedì 18 marzo 2025

Fake news VS real news. Come indagare sulla veridicità delle informazioni



 Le fake news possono influenzare i nostri comportamenti relazionali? Sicuramente sì. L'elemento fondamentale su cui si fonda la nostra società è senza dubbio internet e, quando si parla di questioni umanitarie, le informazioni che provengono dal web possono essere fuorvianti o, addirittura, false. In questo caso si parla di fake news, che creano un impatto significativo sul lettore, sulla politica e sull'intera società. In questo caso si può parlare di disinformazione? No, perché gli individui hanno diffuso le notizie false non con lo scopo di ingannare l'utente, ma perché non hanno verificato le fonti da cui provenivano. Invece le fake news hanno l'obiettivo di ingannare in modo intenzionale; come il caso di alcuni trafficanti di esseri umani che, spacciandosi per fonti ufficiali, hanno indicato alcune rotte migratorie come sicure mettendo a repentaglio la vita delle persone.

Ad affiancare le fake news c’è un altro elemento: la truffa. La truffa è l'ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso artifici e raggiri. Il numero di truffe è sempre più elevato, una delle più recenti riguarda il ministro della difesa Guido Crosetto. Infatti, il nome del ministro è stato usato per mettere a segno una truffa a grandi imprenditori tra cui Marco Tronchetti Provera, Giorgio Armani e Patrizio Bertelli. Il caso giudiziario, di cui pure lui è vittima di sostituzione di persona, è partito infatti con l'apertura di un'inchiesta in Procura, grazie alla sua segnalazione.

Tutto è iniziato martedì 4 febbraio con la chiamata di un amico del ministro, grande imprenditore, che chiese spiegazioni riguardo a bizzarri episodi verificatisi a nome di Crosetto. Dall'altra parte del telefono una voce, che si ritiene sia stata riprodotta dall'intelligenza artificiale, molto simile a quella del responsabile della Difesa o di una persona che si spaccia per componente del suo staff raccontando di inesistenti giornalisti rapiti in Iran, Siria e in zone pericolose, chiedendo un aiuto per pagare riscatti milionari con garanzia di restituzione. «Questi sono professionisti della truffa che evidentemente hanno sia la tecnologia sia la capacità di individuare i soggetti.

In questo caso hanno individuato i maggiori imprenditori italiani, hanno individuato delle persone che magari alla richiesta di un ministro erano anche disponibili per l'Italia, per l'amore che hanno per l'Italia, a fare un bonifico». Queste sono le parole espresse da Guido Crosetto riguardo l’accaduto.
Creare fake news è di per sé un reato?NO, le fake news non sono un reato di per sé come non lo è diffondere una notizia falsa. Da più parti si aspira alla promulgazione di una disciplina ad hoc, visto il grande numero di fake news in circolazione. La diffusione di fake news costituisce reato solo quando c'è un nesso causale, più o meno forte, fra la notizia falsa e determinati effetti previsti dalla legge.
E' possibile riconoscere le fake news? Certamente! Grazie a delle piattaforme web possiamo riconoscere la veridicità della notizia. Molte di esse sono gestite dai debunker, cioè coloro che si occupano di smascherare le notizie false. In Italia, i siti web con questo preciso scopo sono: BUfale.net e Attivissimo. Hoaxy, invece, viene spesso scambiato come rivelatore di fake news, ma non è così. Hoaxy è un motore di ricerca sviluppato per monitorare il comportamento sui social quando viene divulgata una notizia falsa. Inoltre, spesso le notizie non ufficilai possiamo riconoscerle perchè contengono foto prese dal web. Un ulteriore metodo consiste nell'indagare sull'autore del contenuto, sul sito in cui viene divulgata la notizia e sulle fonti che vengono citate.

 Melania Genovese IV A Scienze Umane IIS "Rosina Salvo" di Trapani- Progetto PNRR Futura "Il giornalismo digitale nell'era dell'I.A"





lunedì 17 marzo 2025

UNA LOTTA IINVISIBILE... QUANDO IL CORPO PARLA

  


Disegno realizzato da Giorgia Chen

Ad oggi si verificano più frequentemente casi di giovani che soffrono di disturbi alimentari. La causa principale spesso è lo stress. Lo stress, non ha solo conseguenze a livello di perdita di controllo sul tipo di cibi consumati, ma anche sulla quantità e sulle abitudini alimentari. Le situazioni stressanti tendono a modificare e ad influenzare il rapporto dei giovani con il cibo e di conseguenza il nostro comportamento alimentare. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che lo stress altera il consumo di cibo. I disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia nervosa, la bulimia e la fame nervosa sono patologie sempre più diffuse e preoccupanti.

Le persone colpite da questi disturbi “usano” il corpo e il cibo per colmare un disagio a livello psicologico. Nella fame nervosa pare che alcuni ormoni, come cortisolo (ormone che viene prodotto dalle ghiandole surrenali) e leptina (ormone prodotto dal tessuto adiposo), sembrano ricoprire un ruolo importante poiché hanno la capacità di regolare il consumo di cibo. Il rischio in cui si potrebbe incorrere è quello di sovra stimolare questo sistema di ricompensa a livello cerebrale: si consolida l’abitudine di mangiare frequentemente e di optare per alimenti non sani.

Questo comportamento, a lungo andare, aumenta il BMI, il peso e la massa grassa del soggetto. I soggetti stressati in generale tenderanno a reagire essenzialmente in due modi: l’aumento o la diminuzione del fabbisogno calorico giornaliero del 40% circa. Ad esempio, in uno stato di stress cronico si assiste ad un dispendio elevato di magnesio e alle sue conseguenze, carenza che, non colmata, diventa un fattore di rischio per cardiopatia, colesterolo elevato e ipertensione. Le condizioni descritte ci fanno pensare al film “Fino all’osso” che rappresenta che rappresenta alcuni tipici comportamenti anomali di chi soffre di DCA, sia nell'ambito dell’eccesso che nell'ambito della restrizione alimentare; lo fa attraverso scene sicuramente crude, ma d’altronde molto reali.

Questa scelta è da apprezzare, poiché solo raccontando la realtà della malattia si può aiutare a comprendere quali siano i segnali di riconoscimento dei suoi sintomi. Altrettanto veritiera è la mancata individuazione di una precisa causa della manifestazione della malattia. Sicuramente l’infanzia di Ellen non è stata facile; lei non si è mai sentita «accudita» dai genitori e, soprattutto dopo il loro divorzio, si è sentita abbandonata da entrambi. Questo è uno tra i fattori scatenanti la malattia, ma non l’unico, in quanto i disturbi alimentari sono malattie multi-fattoriali ed ogni storia ha poi le sue peculiarità. Il film dà un importante monito: per curare la malattia è necessario chiedere aiuto, e soprattutto, accettare tale aiuto. Ellen, solo alla fine del film, si rende realmente conto della gravità del suo stato e, solo in quel momento, accetta dii farsi aiutare.

La consapevolezza è solo il primo step di un lungo percorso in cui è necessario cercare persone esperte che diano «la mappa» per raggiungere lo stare bene. Cos'altro serve? Lo suggerisce Luke alla fine del film «Il coraggio è un pezzo di carbone che decidi di inghiottire ogni giorno». Nell’immaginario di Ellen, Luke pronuncia questa frase quando lei prende coscienza di come è realmente e trova la voglia e la speranza di ritornare nella casa di ricovero per continuare il percorso con il Dottor Beckham.

Ebbene, questa frase suggerisce un concetto importante: la guarigione si sceglie ogni giorno. Ogni giorno si può far qualcosa per invertire la rotta. Piccoli passi, ma quotidianamente, senza fermarsi. 

 Rebecca Li Vigni e Giusi Simone III L indirizzo Economico-Sociale IIS "Rosina Salvo" di Trapani- Progetto PNRR Futura "Il giornalismo digitale nell'era dell'I.A"