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lunedì 31 maggio 2021

I GIOVANI E LA NUTRIZIONE



La nutrizione è fondamentale nella vita di un essere umano perché permette di stare bene sia psicologicamente che fisicamente, donando l'energia necessaria per affrontare la giornata e una salute ottimale. Sappiamo quanto nella vita degli adolescenti conti una buona nutrizione per permettere al proprio corpo di svilupparsi al meglio. Purtroppo non tutti gli adolescenti posseggono un piano alimentare corretto; spesso, infatti, sentiamo parlare di disturbi alimentari che possono essere causati da tantissimi motivi, la maggior parte dei quali psicologici, come:raggiungere l'aspetto fisico delle modelle di Instagram, pensare di digiunare per perdere qualche chilo (che si riprenderà immediatamente dopo il primo pasto abbondante), credere di star assumendo tutte le proteine essenziali o introdurre in maniera scorretta le dosi di carboidrati necessari, con la conseguenza di provocare dei danni alle normali funzionalità del nostro corpo.

Molti adolescenti hanno un'idea sbagliata della nutrizione, pensano che per mantenere sano il proprio corpo dovrebbero mangiare tutti i giorni frutta, verdura, carne, uova ed evitare il cosiddetto "sgarro", vale a dire pasta, pizza, patatine, cioccolato e dolci, quando in realtà non c'è cosa più sbagliata di questa affermazione. Gli studi effettuati hanno confermato, infatti, che il corpo umano ha bisogno di assumere tutti gli alimenti,sia frutta che hamburger, tutto sta sul come e quanto mangiare. Tutti gli alimenti devono essere introdotti con moderazione all'interno dell'organismo,per esempio,è opportuno mangiare quasi ogni giorno la frutta (ricca di vitamine e zuccheri naturali), 4/5 volte a settimana legumi e verdura (ricchi di fibre), 5 volte a settimana i carboidrati (che donano energia), 3/4 volte a settimana la carne bianca/rossa (che regala le proteine) e 2/3 volte alla settimana tutti i pasti che ci fanno sentire bene, ossia una pizza,una fetta di torta,un aperitivo con gli amici con tanto di focaccine e patatine, poiché se la verdura fa bene al nostro corpo fisicamente, la fetta di torta ci fa stare bene psicologicamente.

Altra cosa importante è assumere i sali minerali e i fermenti lattici contenuti nei latticini e yogurt e la corretta assunzione d'acqua, minimo 2 litri al giorno per mantenere le corrette funzionalità e favorire l'espulsione di sostanze tossiche dal nostro corpo. Quindi se volete stare bene con voi stessi,il primo passo che vi consiglio di fare (per esperienza personale e secondo le varie ricerche condotte) è quello di organizzare il vostro piano alimentare senza eliminare nessun alimento. Fate in modo di consumare una ricchissima colazione, un pranzo moderato,una cena abbastanza leggera e tanto esercizio fisico, perché sono proprio queste attività che compiamo ogni giorno a farci sentire in salute e pieni di vita; se non riuscite da soli ad assumere tutti gli alimenti,fatevi aiutare da un buon nutrizionista e vedrete come una corretta nutrizione vi farà sentire diversi. Anch'io ho riscontrato fino ad un anno fa un problema con l'alimentazione per uno dei problemi psicologici che ho elencato in precedenza, ma per fortuna ho capito dove stavo sbagliando e adesso mangio di tutto,non mi privo di niente e quando mi annoio metto la tuta e le cuffie e vado a correre, oppure mi “butto” sul ballo, sullo stretching e su esercizi a corpo libero; ora mi sento bene con me stessa,forte e sana.

Allora, pensate ancora che la nutrizione sia una scienza così noiosa?

Claudia Fallucca 2^M

Liceo delle Scienze Umane opzione economico-sociale

sabato 22 maggio 2021

CIRCUMNAVIGANDO LEVANZO

 



Circumnavigando Levanzo, si possono ammirare tante bellezze naturali come il mare, ma sappiamo davvero cosa c’è sotto quel velo blu?

Lì sotto si nasconde la storia, immersa nella flora e fauna marina.

A sud est dell’isola, a Cala Minnola, a circa 20 m. di profondità, giacciono sul fondo, delle anfore romane (contenitori in ceramica, con un collo stretto e una pancia larga, con molta capienza), risalenti alla prima guerra punica, combattuta esattamente in queste acque.

Probabilmente le anfore contenevano il garum, una tipica salsa di interiora e pesce salato che veniva prodotto nella punta tra Cala Minnola e Cala Nucidda, in apposite vasche (ancora visibili sull’isola) dove inserivano pesce, acqua salata e iniziavano a tritare e amalgamare il composto fino a farlo diventare una salsa, simile alla pasta di acciughe che veniva poi usata per condire primi e secondi piatti.

Proseguendo per la costa da ovest verso nord, si arriva a Capo Grosso, la punta più settentrionale delle Egadi: lì sono stati ritrovati dei rostri di navi romane risalenti alla prima guerra punica, ovvero una punta di bronzo posizionata nella prua dell’imbarcazione che serviva a lacerare la carena della barca nemica, in questo caso dei cartaginesi, arma che fece vincere i romani e che oggi arricchisce i musei. Altro gioiello di guerra ritrovato nelle nostre acque recentemente, è un elmo in bronzo, probabilmente sempre romano.

Trasferendoci a 700 m. da Capo Grosso e a 36 m. di profondità c’è un relitto, risalente alla seconda guerra mondiale: un motore di un aereo, molto probabilmente inglese, forse bombardato da una nave straniera o dalla postazione militare italiana situata proprio lì. Davanti al paesino, esattamente a sud dell’isola, nelle acque che costeggiano Punta Pesce, sono stati recuperati bombe e missili usati nella seconda guerra mondiale.

Un mare che ha unito i popoli, che è stato campo di battaglia per molte guerre, adesso ci riconsegna tutto quello che sembrava essere scomparso.

Giuliano Bevilacqua 2^I

Liceo delle Scienze Umane opzione Economico-Sociale

 

giovedì 20 maggio 2021

LE CATENE DEL XXI SECOLO

 


Leggere i classici della letteratura non è mai un’attività neutra. I testi dialogano con i lettori ed instaurano con essi una sorta di relazione di tipo empatico. Tra le opere lette, indubbiamente, il “Secretum” di Petrarca piace tanto a noi giovani. Qual è in segreto del suo fascino, che travalica i secoli?   La risposta è immediata: si tratta di un dialogo introspettivo, metaforico,   nobilitante, che pone il lettore nell’ottica del giudice prima di se stesso e poi degli altri. Ciascuno può essere un valutatore severo e al contempo fragile e umano. E la valutazione è una delle competenze più utili per vivere nella realtà. Francesco si apre alla propria coscienza, rappresentata da Sant’Agostino, e la interroga, anzi la scandaglia. Chi di noi non ha mai messo in discussione qualche inclinazione sbagliata, qualche “erranza”, che si è rivelata una catena infrangibile, forte e folgorante come il diamante, disorientante come una forza centrifuga? Quando parliamo delle catene del ventunesimo secolo, ci balzano in mente subito le dipendenze, in primis quella emotiva, dipendenza dagli altri, da relazioni inadeguate e tossiche. Per alcune persone le relazioni diventano fonte di insoddisfazione e frustrazione ma, per quanto portare avanti il legame sembri difficile, il pensiero di rimanerne privi è di gran lunga peggiore. La dipendenza affettiva, infatti, si instaura proprio all’interno di questa tensione tra il “non poter vivere con” e il “non poter vivere senza”. Tra le dipendenze emotive non è da sottovalutare quella dalla famiglia, ma c’è anche quella di coppia e quella sociale. La famiglia è la prima “cellula della società”. Lo pensava anche Leon Battista Alberti nell’età umanistico- rinascimentale. Tuttavia, ne esiste un particolare tipo opprimente e alienante, che educa alla paura del mondo, per cui i giovani vedono l'ambiente esterno come fosse una minaccia. La dipendenza emotiva di coppia è tipica delle persone insicure, che   pensano di avere bisogno di un appoggio, per   vivere, e lo trovano nel proprio partner. Spesso è proprio questa dipendenza a favorire l’innescarsi di meccanismi di violenza psicologica e fisica. Le vittime sono in prevalenza donne. La dipendenza sociale consiste nella necessità di essere accettati in qualsiasi ambiente ci si trovi e questa attualmente è accresciuta dall’uso ossessivo dei social network. La dipendenza in generale è come la “nebbia”. Va dissipata, perché spesso gli occhi ne sono offuscati. Un'altra catena del nostro secolo è l’ambizione, non distante dalla “gloria terrena”, di cui parla l’autore del Canzoniere. La tendenza a coltivare ambizioni è paragonabile ad una medaglia, che presenta sia il suo lato positivo che quello negativo. Da un lato rappresenta l'aspirazione a raggiungere una meta difficile attraverso sacrifici, che portano all’autorealizzazione, dall'altro però può essere frustrante, se l’obiettivo non si riesce a raggiungere. Una delle sfumature dell’ambizione è la ricerca del potere e dell’autoaffermazione a tutti i costi. Spesso questa “quète” è deviata verso il male e si risolve nel desiderio di dominio, nell’orgoglio e nel peccato di superbia, vizio narcisistico, che per Dante è il più grave nella gerarchia dei peccati capitali. Quanti angeli ribelli si macchiano di superbia? Quanti giovani e non, oggi, vivono convinti della loro superiorità ed esercitano il loro potere sul più debole? Le catene sembrano intrecciarsi tra di loro, irrobustirsi fino a spezzare l’anima di chi ne è attanagliato e a ridurla in frammenti. L’arrogante si veste dei panni del bullo, che esercita il suo potere nel gruppo dei pari, ricercando consensi e successo. Le violenze e gli abusi si consumano spesso in spazi incustoditi, nel silenzio dei presenti. Molti restano a guardare e non aiutano chi subisce ad uscire dal labirinto. Quante catene stringono i polsi dei ragazzi della nostra era? Il tunnel delle droghe e della dipendenza dalla nicotina e dall’alcool non è meno pericoloso. E’ micidiale. Per permettersi una vita a base di fumo, alcool e droghe, occorre molto denaro e per questo coloro che ne rimangono imprigionati possono entrare anche nel tunnel della criminalità. E le catene diventano, ahimè, sempre più “infrangibili”. Per spezzarle ci vorrebbe una grande quantità di senno, di forza e di determinazione. Strumenti tutti da ricercare nell’interiorità dell’uomo. Sarebbe assurdo pensare che un “Astolfo qualsiasi” vada sulla Luna a recuperarli per gli altri. Ciascuno deve scoprirli dentro di sé. “In interiore homine habitat veritas”, così afferma il filosofo d’Ippona.

Manuela Di Giovanni III G

Liceo Linguistico

mercoledì 19 maggio 2021

Giovani e sport, finalmente ci avviamo alla tanto attesa normalità

 

Si sa, il 2020 e la parte finora trascorsa del 2021 non sono stati sicuramente gli anni “sensazionali” che ci si aspettava. Sicuramente la protagonista indiscussa di questa tragedia è stata, ed è tutt’ora, la pandemia causata dal Covid 19 che ha portato gravi conseguenze in diversi ambiti e contesti come l’economia, l’istruzione e la vita sociale. Ad essere argomento di interesse e di discussione, però, non sono tutti gli ambiti o contesti danneggiati. Infatti le questioni di cui si discute principalmente sulle piattaforme social, nei salotti televisivi e tra la gente comune, riguardano la chiusura delle istituzioni scolastiche, la chiusura dei locali di ristorazione e, in generale, la crisi dell’economia.

Tuttavia molti aspetti vengono tralasciati o non abbastanza considerati e uno tra questi è lo sport. 
Con lo sport “televisivo” o agonistico che nonostante la situazione non ha subito particolari ripercussioni, bensì lo sport inteso come hobby o mezzo di sfogo per molti adolescenti che, a causa della pandemia e della chiusura delle palestre, si sono ritrovati a dover rinunciare a ciò che faceva parte della loro quotidianità. Le misure, infatti, hanno agevolato solo gli atleti agonistici, non agendo però a favore di coloro che trovavano nello sport semplicemente un modo per staccare la spina.

Gli atleti agonistici, pur rispettando le varie restrizioni, infatti, hanno continuato ad allenarsi proseguendo il loro percorso. A molti giovani, invece, sono crollate le fondamenta di ciò che pensavano fosse essenziale per loro perché, nonostante le piattaforme digitali usate per poter continuare le lezioni, come è avvenuto per molte palestre e accademie di danza, sono venute a mancare l’interazione sociale e la motivazione. Quest’ultima, molte volte, si deve agli istruttori, agli insegnanti, considerati dai giovani punti di riferimento, in quanto essi stessi, credendo in loro e incoraggiandoli, li spronano a trovare la forza per continuare.

Gli appassionati dello sport per abbattere la sedentarietà si sono affidati a diversi personal trainer virtuali che attraverso i social hanno aiutato coloro che, anche da casa, hanno deciso di rimanere in forma. Non ci resta che sperare che, in vista delle graduali riaperture, vengano considerati maggiormente anche questo ambito e quello delle scuole di danza, rivelatisi importanti non solo da un punto di vista morale e sociale, ma anche da un punto di vista economico, perché, nonostante se ne parli poco, ad essere colpiti gravemente sono anche coloro per cui l’attività sportiva rappresenta l’unica fonte di guadagno e che, a causa della situazione, sono stati costretti a chiudere le loro attività senza alcuna certezza che queste un giorno possano riaprire.

Martina Pellegrino e Erika Vario - 3^A

Liceo delle Scienze Umane

 

venerdì 14 maggio 2021

COME UNA GIOVANE STUDENTESSA VEDE L'EX PREMIER GIUSEPPE CONTE : UN LEADER IN CONTROTENDENZA

 



Avvocato, giurista e, oggi, ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte può essere definito senza ombra di dubbio un leader insolito e controcorrente: un uomo senza esperienza politica, che è stato capace di interagire con i più importanti rappresentanti politici internazionali, ma soprattutto con i  cittadini. Dopo anni l'Italia si è risvegliata moralmente, tra i complimenti degli altri Stati europei e non solo, che ci hanno ammirato per aver accolto un politico con la P maiuscola.

Ma niente di tutto ciò ha a che fare con le sue azioni politiche; del resto nessuno avrebbe potuto affrontare un’ emergenza di tale portata senza sbagliare: ma sicuramente pochi l'avrebbero fatto con l'eleganza che lo caratterizza. In un ventennio di opportunismo e tracotanza, Conte ha remato contro l'immagine tipica del politico contemporaneo. Di quel politico che costruisce il proprio potere sull'ansia delle persone. La sua figura ha spiccato tra tutti coloro che hanno scelto la via più semplice al posto della diplomazia; coloro che hanno parlato alla pancia delle persone, premendo sugli istinti e sulle paure di chi per anni ha subito le conseguenze di Governi decadenti. Conte non ha basato la propria propaganda sull'ignoranza e sulla disperazione del popolo: ha preso nelle sue mani un'Italia in ginocchio e ha camminato con lei.

Sebbene la diffidenza iniziale, Giuseppe Conte è entrato nelle case degli italiani e con fatica si è confrontato con un Paese che a distanza di poche settimane ha dovuto rinunciare a tutto. Si è commosso con la sua gente, gli è stato vicino; mai una parola fuori posto, un atteggiamento sopra le righe. Un presidente che si è rimboccato le maniche per conquistarsi la fiducia e che dopo un anno così difficile si è dimesso con la sua solita professionalità, silenziosamente e a testa alta; ha parlato col cuore in mano direttamente al popolo, lo ha rassicurato e salutato, e si è rammaricato di non aver potuto migliorare la situazione come aveva intenzione di fare. E tra gli applausi dei giornalisti e dei suoi colleghi, e tra le critiche di chi superbamente credeva di poter fare di meglio, ha sorriso all'Italia ed è uscito di scena.

Nonostante i suoi fallimenti politici, l'Italia ha avuto la fortuna di sentirsi fiera, dopo tanto tempo, di essere stata guidata da chi non riduce la politica a uno spettacolo tragicomico da quattro soldi, ma da chi a nome dello Stato non ha mai fomentato odio ed ha elevato la dignità del Paese a un livello superiore rispetto al passato.

 

 

Sofia Giunta 5^ A 

Liceo delle Scienze Umane

 

giovedì 6 maggio 2021

BULLISMO E CYBERBULLISMO : COME AFFRONTARLO




Il termine bullismo viene spesso utilizzato per riferirsi a fenomeni di violenza tipici degli ambienti scolastici, ma può verificarsi anche in altri contesti sociali riservati ai più giovani. Negli ultimi anni è diventato un fenomeno preso in considerazione per la sua pericolosità perché causa alla vittima dei problemi di natura psicologica. Negli ultimi tempi, inoltre, si sta avviando una nuova forma di bullismo che prende il nome di “cyberbullismo” che avviene tramite i social network. Ogni persona deve farsi questa domanda:” E se la vittima fossi io? ”Rispondere a questa domanda di certo non è facile, ma si può ricorrere a dei rimedi. Ad esempio, si può chiedere aiuto ai propri genitori, insegnanti, amici e compagni di classe perché il silenzio è la cosa peggiore per la vittima. Chiedere aiuto è qualcosa di molto importante perché non si è più soli ad affrontare il bullo, ma è un gruppo che agisce insieme. Inoltre, si può agire anche legalmente rivolgendosi ai Carabinieri e alla Polizia di Stato perché il bullismo è un reato penale sanzionabile.

E il cyberbullismo?

Questo è un problema che non solo coinvolge i giovani, ma anche gli adulti e consiste in atti di intimidazione, persecuzione e diffamazione mediante i social network. Con la legge italiana del 29 maggio 2017 il cyberbullismo è diventato un reato penale e per sporgere querela ci si può rivolgere alla Polizia Postale. Una vittima di bullismo e cyberbullismo è stata una ragazza di nome Diana e questa è la sua brutta esperienza e come è riuscita ad uscirne:

 “Mi dicevano che se mia sorella era handicappata allora lo ero sicuramente anche io e che allora starmi vicino faceva schifo e che me ne dovevo andare e starmene da sola. Hanno incominciato

prima a perseguitarmi a parole ed urla, quotidianamente, senza tregua. Poi è arrivato il momento degli atti fisici: dagli sputi dentro il mio piatto in mensa agli spintoni e sgambetti in corridoio e così via. Ogni giorno. Il 25 gennaio 2017 una compagna di scuola mi seguì in bagno urlando, all’interno mi bloccò contro il muro e mi minacciò di morte con un taglierino puntato alla gola. Fortunatamente poi se ne andò. Io rimasi immobilizzata. Poi, una volta ripresami, andai a prendere il cappotto per andarmene a casa: l’ho ritrovato completamente tagliato e stracciato dal taglierino. A quel punto mia madre è potuta andare con prove tangibili a parlare con la Professoressa di turno e ancora non riesco a credere a cosa rispose a mia madre: “Signora, ma io mica sono un’esperta di cucito, cosa vuole che ne sappia se quel taglio lo ha fatto sua figlia o un’altra ragazza?” A quel punto mia madre mi ha subito cambiata di istituto.

Il problema dei bullizzati è che iniziano a incolpare loro stessi della situazione in cui si trovano e quindi poi mettono in atto delle forme di autolesionismo che possono portare ad epiloghi

gravissimi, in alcuni casi purtroppo anche al suicidio. Dopo un po’ di tempo nella nuova scuola ho avuto il coraggio di scrivere della mia esperienza in un tema, che poi la mia professoressa ha

voluto condividessi con tutta la classe. La reazione dei miei nuovi compagni è stata il contrario di quella a cui ero abituata: mi hanno chiesto se volessi parlarne con loro, se avevo bisogno di aiuto, mi hanno coinvolto sempre più. Intanto, nonostante la lontananza, i miei vecchi compagni continuavano a perseguitarmi sui social, ma a quel punto per me non esistevano più.”

Da quello che abbiamo letto, possiamo dedurre che mettere delle barriere contro il bullismo è decisamente importante per sviluppare meccanismi di difesa non solo contro il prepotente, ma  anche per le situazioni che ci riserverà il futuro.


 Alessandro Palermo 1^ I Opzione economico -sociale

lunedì 3 maggio 2021

3 MAGGIO : L'IMPORTANZA DI GARANTIRE LA LIBERTA' DI STAMPA

 


Il 3 maggio del 1993 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite  proclamava questa giornata come "Giornata mondiale della libertà di stampa" per evidenziare e ricordare l'importanza della libertà di stampa e ricordare ai governi il loro dovere di sostenere e far rispettare la libertà di parola sancita dall'Articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948.In Italia la libertà di stampa è sancita dall'Art. 21 della Costituzione.

La libertà di stampa è ,infatti, un diritto che ogni Stato di diritto, assieme agli organi d'informazione dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l'esistenza della libertà di parola e della stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente.

Il diritto di libera stampa riguarda anche i membri delle agenzie di giornalismo, con le loro pubblicazioni, e si estende al diritto all'accesso ed alla raccolta di informazioni.

La giornata rappresenta, quindi, da un lato, un'occasione per promuovere azioni concrete e iniziative finalizzate a difendere la libertà della stampa in tutti i paesi del mondo, ma dall'altro è importante anche per valutare la situazione della libertà di stampa nel mondo; è una giornata destinata a sensibilizzare il pubblico, stimolare dibattiti tra i media, oltre ad essere una giornata commemorativa, per ricordare i giornalisti che hanno perso la vita nell'esercizio della professione.

Cominciando già dal 1993, le Nazioni Unite hanno iniziato a celebrare la Giornata mondiale della libertà di stampa conferendo dei premi a giornalisti ed editori e tenendo conferenze in ogni parte del mondo.

 Due anni fa’, esattamente nel 2018, per esempio, diverse testate giornalistiche si sono unite in favore di una campagna pubblicitaria,per ricordare i giornalisti uccisi a Kabul.

Oggi è l’occasione per ricordare ancora una volta Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi a Mogadiscio il 20 marzo 1994, Daphne Caruana Galizia,assassinata il 17 ottobre 2017 e gli 881 giornalisti che, secondo i dati dell’ONU, negli ultimi dieci anni sono stati uccisi nel mondo per aver raccontato la verità.

Un diritto che soprattutto oggi bisogna garantire anche perché non sembra essere immune al Coronavirus. . Non è in dubbio in ogni caso il valore irrinunciabile della libertà di stampa, che è  e sarà sempre e ovunque sinonimo di democrazia e di progresso.

Simone Crapanzano

 5^ O  del Liceo delle Scienze Umane A.S. 2019/20


 

venerdì 23 aprile 2021

Caro vecchio Libro


Caro compagno, caro amico di sempre, oggi è la tua festa, anche se solo virtuale. Infatti ogni anno il 23 aprile l’UNESCO celebra la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’autore. Ma perché proprio il 23 aprile? Perché oggi è Sant Jordi e una leggenda racconta che molti secoli fa un drago terrorizzasse i cittadini di Montblanc, un piccolo paese nel sud della Catalogna. Per evitarne gli attacchi feroci, gli abitanti sacrificavano una bella ragazza ogni giorno, fino a quando toccò alla principessa del regno. Proprio quando stava per essere divorata, apparve il cavaliere Sant Jordi che, accoltellato l’animale, salvò la giovane che amava in segreto. Dal sangue del drago subito nacque un roseto, e l’usanza del regalo alle innamorate; più tardi arrivò lo scambio di libri, facendo riferimento a un poema che la principessa scrisse per il suo salvatore. In realtà la festa catalana del libro si celebrava inizialmente in ottobre e solo dopo, nel 1929, unita al «San Valentino». Il 23 aprile è una data simbolica anche perché è il giorno in cui sono morti nel 1616 lo spagnolo Miguel de Cervantes, l'inglese William Shakespeare e il peruviano Garcilaso de la Vega detto “El Inca”.. Solo nel 1996 il 23 di aprile è stato designato come la Giornata internazionale del Libro per la pratica che si è così diffusa che non sono solo gli innamorati a ricevere il regalo, ma lo si scambia anche tra famigliari ed amici: è diventato un momento unico  per celebrare l'amore e la cultura.  

 Quest’anno, come l'anno scorso, le strade e le piazze di Barcellona e delle altre città catalane non sono state invase di bancarelle, piene di volumi e bouquet, usanza che negli ultimi anni  si è diffusa in molti Paesi, anche in Italia. E ancora oggi i librai della Catalogna usano regalare una rosa per ogni libro venduto in questa data E' il libro  il miglior confidente di sempre, che ti fa sognare quando non dormi, ti fa viaggiare quando non puoi uscire di casa,  scoprire mondi sconosciuti e lontani,non ti lascia mai solo, quando sei triste o lieto, nostalgico o euforico, e soprattutto ti fa esplorare e conoscere te stesso.
Ogni libro ci fa guardare la realtà con occhi nuovi.
E ce ne fa immaginare una nuova, più consapevole, migliore.

Maria Sanclemente

sabato 17 aprile 2021

LETTERA AD UNA PROFESSORESSA

 

Salve prof, quanto tempo è passato dall’ultima volta che ci siamo viste... quella volta ci siamo salutate con un ‘arrivederci ‘,  inconsapevoli del fatto che sarebbe stato un addio... Eravamo delle bambine quando ci siamo incontrate per la prima volta, lei ci ha accolte con un sorriso che illuminava l’aula e con la voglia di iniziare questo nuovo percorso insieme, non è stato facile, noi con la matematica non eravamo molto amiche, lei però non si è data per vinta, ed è solo a lei,alla passione che metteva nel suo lavoro e alla determinazione che la contraddistingueva a cui dobbiamo dire grazie, grazie perché abbiamo cominciato ad apprezzarla la matematica, grazie perché siamo riuscite a raggiungere tanti traguardi, che senza di lei sarebbero stati inarrivabili e siamo riuscite a raggiungerli tutte insieme, perché lei era così, non lasciava mai nessuna indietro anche se noi di cadute ne abbiamo fatte tante durante questo percorso. Lei però non voleva sentir ragioni, ci prendeva per mano e ci aiutava a rialzarci, ci spronava a dare il  massimo, era lì per noi nei momenti in cui pensavamo di non farcela per ascoltarci e supportarci. Lei era proprio buona professoressa, tanto, troppo, mai abbiamo visto il suo sorriso spegnersi ed è questo ricordo che continueremo a custodire... sa,  noi ci speravamo nel vederla rientrare da quella porta, per ripartire insieme ancora una volta, purtroppo non è stato così, era un animo troppo buono il suo per restare in questo mondo che le aveva serbato tanta sofferenza in questi ultimi anni, ma vogliamo credere che lei abbia smesso di soffrire e che stia vegliando su di noi con quel sorriso che tanto ci rallegrava.

Adesso, ogni volta che crederemo di non farcela penseremo a lei e alla sua forza d’animo che non l’ha mai abbandonata e continueremo a dare il nostro massimo, per noi e per lei.

Arrivederci prof, è stato un piacere averla con noi.

Le  alunne della 4^B

Liceo delle Scienze Umane

VERDE PUBBLICO IN CITTA'

 


Giardino Sidonia

 Il verde urbano o pubblico non è altro che il polmone verde delle nostre città, ovvero piccoli spazi o porzioni del tessuto urbano dominate dal verde e dalla natura. A questa definizione possono corrispondere: parchi urbani, aiuole, viali alberati ed aree spartitraffico piantumate. Dall’ultimo rilevamento Istat è emerso che il verde urbano rappresenta appena il 2,7% del territorio dei capoluoghi di provincia, per una media di 31,1 mq a testa. Trapani occupa il 102’ posto nella classifica del verde pubblico delle città italiane con 5,9 mq per abitante [statistica sotto la media].Oltre ad essere negli ultimi posti in Italia siamo anche la città con minore verde pubblico in tutta la regione Siciliana. Il primo posto in Italia per verde pubblico è occupato dalla città di Trento con 406 mq per abitante e, invece, in Sicilia il primo posto è occupato dalla città di Agrigento con 92,0 mq per abitante [50’ posto nelle città italiane].I pochi polmoni verdi a Trapani sono la zona portuale, villa Margherita, villa Pepoli, via Fardella e piazza Vittorio Veneto. La mancanza di verde pubblico nel nostro territorio sicuramente non è un fatto che deve passare inosservato perché la sua presenza all'interno delle città svolge da sempre delle funzioni utili e porta innumerevoli benefici. Gran parte delle aree verdi urbane, in passato, sono state progettate e create per fini sociali ed economici, ma è anche importante considerare la loro presenza per i benefici ambientali ovvero: filtraggio dell’aria, micro-regolazione del clima, riduzione dei rumori, drenaggio delle acque piovane e conservazione della biodiversità.

Comunque bisogna precisare che negli ultimi mesi a Trapani si sta provvedendo per costruire nuove aree green tra cui: via Rosario Livatino, via Mauro Rostagno, via De Santis e via Villa Rosina, ma si deve far presto ed è ancora troppo poco.

Alessandro Palermo 1^ I

L’AMORE AI TEMPI DEI SOCIAL NETWORK

 

I social network fanno ormai parte della nostra quotidianità e alcune persone ne sono diventate letteralmente dipendenti. I social rappresentano uno strumento di innovazione sociale, servono a scambiarsi opinioni e informazioni, ma troppo spesso vengono usati senza una totale consapevolezza
dei rischi che comportano. La tecnologia si evolve ogni giorno e con essa i modi di comunicazione e interazione, il lato positivo è che i social e internet hanno quasi annullato le distanze tra le persone; adesso siamo in grado di comunicare, attraverso i messaggi, chiamate o videochiamate, con persone fisicamente lontane.

Tuttavia i rapporti stanno diventando sempre più freddi, più virtuali e meno reali. Anche il concetto di amore e le relazioni stesse hanno subito dei cambiamenti notevoli, basti pensare che prima si aspettava con ansia una lettera da parte della persona amata, adesso, invece, le lettere sono state sostituite dagli sms, come se il continuo messaggiare valga più, o tanto quanto, un gesto reale, puro e vero al cento per cento. Per di più, con lo sviluppo dei social network, si sono approfondite le relazioni via chat, anche fra persone che non si sono mai viste realmente.

Allora la domanda sorge spontanea: “ Con quanta facilità ci si ama al giorno d’oggi? ” Un tempo si dovevano fare grandi gesti per ricevere un solo sguardo, mentre adesso basta solo un messaggio. Un’altra cosa sono le foto e i video che vengono postati giornalmente sui social. Più la coppia appare e si rende visibile e più viene ritenuta “coppia”. È giusto fare delle foto, per avere un bel ricordo, ma c’è davvero bisogno di postare ogni minima cosa sui social? È corretto credere che, nell’era dei social, una coppia possa essere ritenuta tale solo se condivisa sui social network?L’amore sta diventando esibizionista e l’unica cosa di cui ha bisogno, secondo il mio punto di vista, è la riservatezza.

Marika Piccione 2^ M

Liceo delle Scienze Umane opzione Economico-Sociale