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lunedì 25 novembre 2024

PENSIERI IN LIBERTA' DELLA CLASSE 4^A SULLA "GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA SULLE DONNE"

 



Il concorso "Sguardi verso la libertà", quest'anno alla sua seconda edizione, bandito dall'Ordine degli avvocati di Trapani,  in occasione della giornata contro la violenza sulle donne,  ci ha permesso di partecipare all’evento di premiazione, presso l'aula "Giovanni Falcone" del Palazzo di Giustizia, dove alcuni studenti sono stati premiati per poesie e opere d’arte che trattavano il tema della violenza di genere.

 Quest’esperienza mi ha fatto riflettere profondamente sull’importanza di sensibilizzare le persone su un problema tanto diffuso quanto inaccettabile. La violenza contro le donne non è soltanto una questione personale: è un fenomeno sociale che richiede un impegno collettivo. Le opere presentate durante l’evento, con le loro parole e immagini, sono riuscite a trasmettere emozioni intense, ma soprattutto a dare voce a chi spesso non riesce a farsi sentire.

 Questa giornata mi ha ricordato quanto sia fondamentale il ruolo di ciascuno di noi. Non basta condannare la violenza a parole: dobbiamo lavorare ogni giorno per promuovere il rispetto e l’uguaglianza, sia nei piccoli gesti quotidiani che nei contesti più ampi. Partecipare a questo incontro mi ha anche fatto capire che l’arte e la poesia sono strumenti potenti per combattere l’indifferenza e dare speranza, perché riescono a coinvolgere le persone in modo diretto e sincero.

 

Uscendo dal tribunale, mi sono sentito ispirato e motivato. Credo che iniziative come questa siano essenziali non solo per educare, ma anche per creare una comunità più consapevole e solidale. È stato un momento che porterò con me, perché mi ha insegnato che il cambiamento è possibile, ma dipende anche da noi, dalle nostre azioni e dal coraggio di non restare in silenzio.

Giacomo Croce


L'ARTE : UN VEICOLO DI MESSAGGI UNIVERSALI


La violenza contro le donne rappresenta una delle piaghe più profonde e complesse della nostra società, una violazione dei diritti umani che si manifesta sotto molteplici forme, dal maltrattamento psicologico alla violenza fisica, fino ai femminicidi. Essa non solo ferisce le vittime, ma lascia un segno indelebile nelle famiglie, nelle comunità e nella collettività. È fondamentale promuovere la consapevolezza e l’educazione per combattere le radici culturali e sociali che alimentano questa realtà, spesso nascosta ma estremamente diffusa. In questo contesto, l'iniziativa al Tribunale di Trapani si rivela particolarmente significativa, non solo per l'importanza simbolica del luogo – un presidio di giustizia – ma anche per l'efficacia di unire momenti di riflessione con l'espressione artistica. Le foto artistiche d Giovanna Colomba esposte sono  state un potente strumento di sensibilizzazione, capace di colpire emotivamente e di far riflettere in profondità. Attraverso immagini forti e simboliche, la mostra ha messo in luce le varie fasi del processo di violenza: dal primo, spesso subdolo, isolamento emotivo e psicologico, fino all'escalation di abusi fisici. Ciò che rende questo tipo di rappresentazione particolarmente toccante è la capacità dell’arte di comunicare ciò che le parole a volte faticano a esprimere. Le immagini catturano il dolore, la paura, la solitudine, ma anche la speranza e la possibilità di rinascita. Mostrare il percorso di una vittima significa non solo denunciare, ma anche educare: aiuta chi osserva a riconoscere i segnali precoci di violenza, e infonde un senso di urgenza nel contrastare tali comportamenti. La mostra ha suscitato l'effetto di rendere visibile ciò che normalmente resta sommerso, portando lo spettatore a confrontarsi con la realtà e a sentirsi coinvolto nella lotta per il cambiamento. L’arte diventa così un veicolo di messaggi universali, capace di toccare corde emotive profonde e di costruire una società più consapevole, rispettosa e solidale.

Angelo Spagnolo


Silenzio Spezzato

 

Nel buio di una stanza chiusa, si cela un grido mai udito, 

un’ombra curva, un’anima confusa, un cuore che batte in un mondo tradito.

 

Mani che dovevano accarezzare sono catene, fredde e dure. 

Parole che dovevano amare diventano lame, ferite oscure.

 

Eppure, in quel silenzio soffocante, c’è una forza che non si spezza. 

Ogni donna è un fuoco brillante, un’anima che la violenza non piega. 

Raccontami, mondo, perché taci? Perché il dolore diventa normale? 

Non vedi che siamo complici capaci di ignorare un male così brutale?

 

Non è amore ciò che opprime, non è forza ciò che distrugge.

L’amore eleva, mai reprime, e il rispetto mai si rifugge.

 Allora, alziamo la voce insieme, rompiamo il muro dell’indifferenza.

Ogni donna merita di essere libera, amata, senza sofferenza.

 È tempo di guarire la ferita, di seminare gentilezza e speranza. 

Perché ogni vita è sacra e infinita, e mai, mai più, deve vivere in violenza

Manuel Ruggirello 

Rappresentante d’Istituto e Vicepresidente CPS di Trapani



 RIFLESSIONI

  La poesia che ho scritto affronta con intensità il tema della violenza sulle donne, mettendo in evidenza sia il dolore che l’ingiustizia subiti da chi è vittima di abusi. Attraverso immagini evocative, come il “buio di una stanza chiusa” e le “catene fredde e dure,” ho cercato di dipingere un quadro crudo e realistico della sofferenza, ma allo stesso tempo lascia intravedere una forza resiliente e un desiderio di rinascita. Il cuore della riflessione si trova nel contrasto tra ciò che l’amore dovrebbe essere e ciò che diventa nelle mani di chi usa il potere per opprimere. L’amore, infatti, “eleva, mai reprime,” sottolineando la responsabilità collettiva di riconoscere e combattere ogni forma di violenza. La poesia non si limita a descrivere il male, ma invita a un’azione concreta: rompere il silenzio, superare l’indifferenza e creare un mondo dove ogni donna possa vivere libera e rispettata. Questa riflessione è un richiamo etico e sociale. La violenza sulle donne non è solo un problema individuale, ma un           

dramma che coinvolge l’intera comunità. Tacere o ignorare significa diventare complici, ed è proprio su questo punto che il testo insiste con forza. La poesia, quindi, non è solo una denuncia, ma un invito a cambiare prospettiva e atteggiamento, scegliendo la strada del rispetto e della consapevolezza. In fondo, il messaggio finale è di speranza: nonostante le ferite, è possibile ricostruire un mondo basato sulla dignità e sull’amore autentico. Un messaggio simile ha voluto esprimere la mia compagna Letizia che ha partecipato al concorso con il testo poetico :

Donna, artista di un mondo nuovo

Cara Giulia,

parlarti desidero di un essere

fragile e coraggioso: la donna,

sicché mai più venga spenta

dall’altro sesso la sua fiamma,

che da tempi immemori arde lenta,

del desiderio di volar sola, di diventar mamma.

 

L’uomo sua impari compagna l’ha fatta;

da libera qual era,

schiava l’ha resa

di un mondo spietato e capitalista:

al giudizio altrui è rimasta appesa

e del suo autentico valor spogliata.

 

A te mi rivolgo per giungere

alle donne che con te riposano

e a quelle che ancora possono cambiar qualcosa,

finché di cambiamento la voglia non si estingua

ma continui capillare e tumultuosa

e si serva di note, colori e lingua.

 

Cara Giulia,

con le tue compagne, di coraggio e libertà,

per la donna sii esempio.

Che ella dispieghi le ali e il volo spicchi

Verso un futuro lontano da un uomo

Che la arda viva, la accoltelli, la picchi.

 

Caro mondo,

a te chiedo di porre rimedio agli errori passati

che la donna hanno privato del proprio valore,

finché ella come oggetto non venga più vista,

ma rubi all’uomo del potere il colore

e da misera musa, insieme a lui, di un mondo nuovo diventi artista.

La “ Giulia”, alla quale mi rivolgo in questa poesia, è Giulia Tramontano, la donna di 29 anni in stato di gravidanza al settimo mese, uccisa dal fidanzato nella località di Senago il giorno 28 maggio 2023. Insieme a lei mi rivolgo anche a tutte le altre che sono morte per l’emancipazione o per femminicidi, affinché ogni donna possa riacquistare libertà e potere, non per dominare l’uomo, ma per poter ricominciare alla pari con lui.

 L’augurio auspicato è che ogni donna ritrovi il proprio valore autentico; valore che, così come teorizzato dalla scrittrice francese Simone de Beauvoir, essa ha perso nel tempo anche a causa della mentalità capitalista. Quest’ultima ha, infatti, ridotto la donna ad una merce alla quale attribuire un valore non corrispondente alla realtà, ma dettato dal giudizio personale dell’uomo. Infatti, come espresso nel libro della stessa “Il secondo sesso”, “la donna non è oggetto, si fa oggetto” lasciandosi adombrare dall’uomo. Proprio per questo, secondo la de Beauvoir, «donna non si nasce, lo si diventa» e lo si diventa affermando la propria identità e autonomia rispetto alla figura maschile. Pertanto la poesia si conclude auspicando che la donna, che per tanto tempo è stata solo una musa sottomessa all’uomo, al fianco di quest’ultimo diventi essa stessa artista di un nuovo mondo, emancipandosi non solo attraverso i proclami, ma anche attraverso forme espressive come la musica, l’arte, la letteratura.

Letizia Monaco


NON BASTA INDIGNARSI


Il 22 novembre abbiamo avuto modo di riflettere sulla sofferenza, la brutalità e l’orrore che questo crimine porta con sé. Ogni donna vittima di violenza rappresenta una vita spezzata, un sogno infranto, una voce ridotta al silenzio da una cultura che, troppo spesso, normalizza la prevaricazione e il dominio.

Questa giornata ci ha permesso di confrontarci non solo con i numeri, che purtroppo continuano a crescere, ma anche con le storie e i volti dietro le statistiche. Ogni nome ricordato è un grido di aiuto che non può più essere ignorato, un invito a riflettere su quanto sia urgente cambiare mentalità e agire per prevenire la violenza. La brutalità del femminicidio non è solo un crimine contro le donne, ma una ferita nella nostra società, che non può definirsi civile finché tali atti continuano ad accadere.

 

Questa esperienza ci ha fatto comprendere che non basta indignarsi: servono azioni concrete. È necessario educare al rispetto, promuovere l’uguaglianza di genere e garantire alle donne protezione e sostegno. Ogni giorno deve essere un’occasione per costruire una  società in cui nessuno debba più temere per la propria vita a causa del proprio genere. 

La violenza contro le donne rappresenta una delle più gravi violazioni dei diritti umani, una piaga sociale che affonda le sue radici in un sistema culturale e strutturale di disuguaglianze. Questo fenomeno non riguarda solo gli episodi di violenza fisica o sessuale, ma comprende anche abusi psicologici, economici e digitali.

 Riflettere sulla violenza sulle donne significa riconoscere che essa è spesso il risultato di stereotipi di genere, di ruoli sociali imposti e di una mentalità patriarcale che riduce le donne a oggetti di possesso. È un problema trasversale, che colpisce ogni classe sociale, ogni livello di istruzione e ogni parte del mondo e si manifesta in modi visibili e invisibili.


 Affrontare questo tema implica un impegno collettivo: educare le nuove generazioni al rispetto reciproco, decostruire i pregiudizi di genere e creare spazi sicuri dove le vittime possano trovare ascolto e sostegno. È fondamentale che le istituzioni, i governi e la società civile lavorino insieme per promuovere leggi più severe, politiche di prevenzione e un cambiamento culturale profondo. 

Inoltre, ogni riflessione deve porre al centro le vittime: ascoltarle, credere alle loro storie e aiutarle a ritrovare la dignità e l’autonomia. La lotta contro la violenza sulle donne non è solo  una battaglia per le donne, ma un dovere di ogni essere umano che crede in una società più giusta e inclusiva.

Francesca Vivona

Classe 4^A

Liceo delle Scienze umane

domenica 24 novembre 2024

COME IL " ROSINA SALVO" HA CELEBRATO LA GIORNATA DELL'INFANZIA E DELL' ADOLESCENZA

 




Il 20 novembre 1959 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo con l’obiettivo di promuovere la solidarietà internazionale, la consapevolezza tra i bambini di tutto il mondo e il miglioramento del loro benessere, ma la Giornata Internazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza era stata già istituita nel 1954 con la Risoluzione 836 (IX). 

Nella nostra scuola gli studenti dell’istituto Rosina Salvo hanno avuto l’occasione di celebrare questo evento attraverso una conferenza in francese con l’importante scrittore nigeriano Victor Hountondji. Infatti, coordinati dal docente di Francese, Gioacchino Grupposo, i ragazzi hanno posto domande, esposto il loro pensiero, avanzato le loro riflessioni al professore, che ha esposto ai ragazzi l’importanza della lettura e delle scrittura nella sua vita e in generale nel mondo.

In questa stessa giornata, si è dato spazio anche ai talenti del nostro istituto, ragazzi e ragazze frequentanti il corso PNRR: “Suoni e colori di Sicilia” e il laboratorio musicale: Talent School Music,la cui referente è la professoressa Bonfiglio.

I ragazzi appartenenti al corso hanno effettuato diverse prove in occasione della giornata : danza, musica, poesia, esternando le loro capacità artistiche.

Il mio gruppo musicale, composto da pianoforte, tromba e il mio violino, si è esibito suonando un pezzo della colonna sonora del film: “La Vita è bella”.


Francesca Chiara Licari

Classe 3^ G

Liceo Linguistico

lunedì 14 ottobre 2024

I LICEI DEL "ROSINA SALVO" PROTAGONISTI A ERICE DI "PULIAMO IL MONDO"




 Anche quest’anno la comunità scolastica dei licei “Rosina Salvo” ha dato il suo contributo attivo alla tutela dell’ambiente, partecipando alla 32ª edizione di “Puliamo il Mondo”, L’iniziativa, svoltasi venerdì 11, è stata  promossa dall’associazione Legambiente in collaborazione con il Comune di Erice. La manifestazione, che si svolge in tutta Italia con lo scopo di sensibilizzare i cittadini alla cura del territorio e alla lotta contro l’abbandono dei rifiuti, ha visto protagonisti gli studenti, impegnati nella pulizia del litorale di San Giuliano, una delle aree costiere più amate della città. Armati di guanti, sacchi e un grande senso civico, i ragazzi hanno raccolto rifiuti di vario tipo, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente marino e dimostrando quanto sia importante l’impegno collettivo per preservare la bellezza e la pulizia delle nostre coste. Alla fine della giornata, l’evento si è concluso con una cerimonia simbolica che ha celebrato non solo l’impegno dei partecipanti, ma anche il riconoscimento del mare di Erice come uno dei più puliti d’Italia. Legambiente ha infatti consegnato alla sindaca di Erice, Daniela Toscano, la targhetta “Il mare più bello 2024”, un riconoscimento che premia la qualità delle acque e gli sforzi del comune per la tutela dell’ambiente. “Siamo orgogliosi del lavoro svolto oggi dai nostri giovani e dalla comunità locale”, ha dichiarato la sindaca Toscano. “Questo riconoscimento è un incoraggiamento a continuare su questa strada, ma anche un richiamo alla responsabilità di tutti nel mantenere pulito e vivibile il nostro territorio”. L’iniziativa ha ricevuto grande apprezzamento anche dai rappresentanti di Legambiente, che hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra scuole, enti locali e associazioni ambientaliste per costruire un futuro più sostenibile. La partecipazione dei licei “Rosina Salvo” alla giornata è stata una dimostrazione di come i giovani possano farsi portavoce di un messaggio fondamentale: la difesa del pianeta inizia dai piccoli gesti quotidiani.

 Manuel Ruggirello

Classe 4^A

Rappresentante d' Istituto del "Rosina Salvo"

martedì 18 giugno 2024

"A SPASSO PER TRAPANI"

 



Un pomeriggio della settimana scorsa mi sono ritrovato nella Sala Sodano di Palazzo D’Alì dove ho partecipato alla presentazione di un libro che mi ha colpito non poco "A spasso per Trapani", pillole di storia attraverso i personaggi, i luoghi, i toponimi della città”.

 Scritto da Giuseppe Romano e Salvatore Accardi, questo libro rappresenta un viaggio nel tempo che esplora le vite e le gesta dei personaggi più importanti che hanno contribuito a modellare l'identità di questa affascinante città siciliana: Trapani.

Il libro è strutturato in una serie di capitoli dedicati a personaggi che fanno parte di alcune categorie (medici, letterati, militari, scultori etc…).

Attraverso una combinazione di narrazione storica dettagliata e racconti avvincenti, gli autori dipingono un quadro vivido della città, che va dall'antichità fino ai giorni nostri.

Così scopriamo le storie di eroi che, secondo la tradizione, hanno plasmato il destino di questo angolo di Sicilia : nobili, mercanti e artisti emergono dalle pagine, rivelando il ruolo di Trapani come centro culturale e commerciale.

L'età moderna vede Trapani trasformarsi attraverso le vicende dei suoi cittadini illustri. Politici, filosofi e uomini di scienza che hanno lasciato un'impronta duratura sulla città vengono presentati con cura, mettendo in luce le loro conquiste e i loro contributi.

Giuseppe Romano e Salvatore Accardi dimostrano un'incredibile attenzione ai dettagli, supportata da un'ampia ricerca storica.

Ogni aneddoto, ogni fatto storico è presentato in modo tale da coinvolgere il lettore e stimolare la sua curiosità.

"A spasso per Trapani" non è solo un libro di storia; è un tributo alla città e ai suoi abitanti. Esso serve come risorsa fondamentale per chiunque desideri comprendere le radici profonde di Trapani e l'evoluzione della sua identità attraverso i secoli. È un'opera che valorizza il patrimonio culturale della città, rendendolo accessibile sia ai trapanesi che ai visitatori.

Con "A spasso per Trapani", Giuseppe Romano e Salvatore Accardi ci regalano un'opera che è al contempo un documento storico e una celebrazione della città di Trapani. Naturalmente ho fatto tesoro di tutto quanto è stato detto durante l’evento e ho preso il libro che mi propongo di leggere a breve. Comunque un’idea me la sono fatta : penso che sia un libro imprescindibile per chiunque ami la storia, la cultura e il fascino senza tempo di Trapani.


Manuel Ruggirello 3^ A

Liceo delle Scienze Umane


martedì 14 maggio 2024

SULLE TRACCE DEL LIBERTY, IL MITO DELLA BELLA EPOQUE A TRAPANI. RAPPRESENTAZIONE TEATRALE" LA PASSEGGIATA"

 





Domani, 15 Maggio, presso la Casina Delle Palme ,  a Trapani, si terrà lo spettacolo dal titolo “ La Passeggiata”, che vedrà coinvolti gli studenti delle varie sedi del Liceo Rosina Salvo .

Il progetto si è articolato in un percorso interdisciplinare sulla Bella Epoque ed il Liberty nel suo contesto storico e nelle sue espressioni artistiche , con lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e architettonico del Liberty presente nel nostro territorio.

Tutte le attività svolte hanno portato gli studenti ad una maggiore conoscenza e ad acquisire un maggiore senso di appartenenza al nostro territorio .

I ragazzi del Rosina Salvo sono stati coinvolti in incontri, laboratori , visite , manifestazioni e sono stati trattati anche personaggi di spicco come Teresa Wilms Montt, Proches e anche autori italiani come Palazzeschi e Boccioni.

A conclusione di questo percorso, come da titolo, “La Passeggiata” , presenta una rassegna in cui studi di fotografia, scenografia e interpretazione teatrale, verranno esternati con passione dai giovani attori.

 

Vi aspettiamo alle ore 20,30!

Manuel Ruggirello

Classe 3^ A

Pedone Sofia

Classe 4^ A

Liceo delle Scienze Umane

venerdì 3 maggio 2024

RIFIUTI RADIOATTIVI : I GIOVANI IN PRIMA LINEA PER DIFENDERE IL TERRITORIO



Trapani, 3 Maggio 2024. Una coalizione trasversale di cittadini, autorità locali, rappresentanti del mondo agricolo e rappresentanti degli studenti ha dato vita a una vibrante protesta contro i piani del governo di  allestire un deposito nazionale di scorie radioattive nella regione. Le recenti manifestazioni a Calatafimi-Segesta e l'assemblea a Fulgatore hanno evidenziato la determinazione della comunità trapanese nel respingere questa minaccia per l'ambiente e la salute pubblica.

Nonostante le chiare osservazioni di inidoneità da parte dei comuni di Trapani e Calatafimi-Segesta, nonché il sostegno dei sindaci e dei consigli comunali della provincia di Trapani, la decisione della SOGIN, agenzia ministeriale, di identificare queste località come potenziali siti per il deposito ha scatenato un'ondata di indignazione e mobilitazione.

 In Piazza Vittorio, a Trapani, è stato realizzato un momento significativo di questa resistenza. I sindaci hanno incontrato gli studenti per coinvolgerli attivamente nella difesa del loro futuro e del territorio.

Tra gli studenti è intervenuto il Presidente della Consulta Provinciale Studentesca di Trapani, Antonino Occhipinti, che ha dichiarato:

<<È di estrema importanza ribadire il nostro NO a una decisione Romana volta ulteriormente a deturpare il nostro territorio e a danneggiare la nostra economia agricola e turistica mettendo a rischio anche la salute degli abitanti del territorio trapanese.

Naturalmente,a dare un valore aggiunto a questa manifestazione siamo stati noi giovani  scendendo in piazza in oltre 3.000 per gridare ancora una volta che il futuro della nostra terra con tutte le sue bellezze è nostro >>.

Antonino Occhipinti

Manuel Ruggirello

Rappresentanti dell'I.I.S. "Rosina Salvo"

giovedì 2 maggio 2024

DI FRONTE ALLA GUERRA NON BASTA L'INDIFFERENZA

 



Parlare della guerra è importante. Spesso, nell'immaginario comune, ciò che non accade a noi o vicino a noi, non è qualcosa di cui ci dobbiamo preoccupare.

Certo, chi non vive in prima persona le tragedie della guerra ha meno da temere, ma la lontananza non deve diventare sinonimo di indifferenza.

Anche solo informarsi su ciò che sta succedendo costituisce un'alternativa più significativa dell'ignoranza.

 Attualmente la guerra in Palestina ha causato, sta causando e causerà ancora migliaia di morti, e non è di certo un avvenimento da prendere alla leggera o, addirittura, ignorare.

 

In gran parte dell'Italia si sono tenute delle manifestazioni per mostrare il proprio supporto nei confronti di coloro che, tutt'oggi, sono vittime di questa rivalità. Alcune di queste manifestazioni, sono finite in modo diverso da ciò che era stato originariamente pensato. Basti ricordare gli avvenimenti a Pisa, dove si è fatto ricorso alla violenza per contenere un gruppo di ragazzi —i quali, preciso, non erano armati e si trattava per la maggior parte di minorenni— che si erano presentati in un corteo per protestare riguardo ciò che sta succedendo.

 Nonostante l'ordine sia presumibilmente arrivato da qualcun altro, come può un poliziotto arrivare a prendere a manganellate dei ragazzi che non stavano facendo ricorso ad alcun tipo di violenza?


Non nego che il corteo dovesse andare controllato in qualche modo, in quanto stava iniziando a degenerare nel caos, ma certamente si sarebbe potuto trovare un metodo alternativo più pacifico per contenere la folla che era formata prevalentemente da minorenni.

 

Questo comportamento non ha senso soprattutto se si pensa che tra la folla di ragazzi ci potrebbero essere stati volti conosciuti, o addirittura parenti di questi. Avrebbero ancora trovato la forza di punirli in un modo così pesante?

In questi giorni ci giungono le notizie del dilagare delle proteste studentesche nelle università americane come nell'Università del Texas e alla Fordham University di New York, e alla Columbia University, dove sono stati arrestati decine di manifestanti pro-Palestina..

 Ora la domanda che mi pongo è: se uno dei pochi modi per fare veramente qualcosa riguardo la questione in Palestina ci viene vietato, o comunque diventa poco sicuro continuare a farlo, come dovremmo noi giovani —che ancora non abbiamo tutti i mezzi possibili per fare ciò che vogliamo e come lo vogliamo, in quanto limitati dall'età— mostrare il nostro supporto, il nostro interesse verso qualcosa di cui tutti dovremmo preoccuparci, se poi i risultati sono così disastrosi?

Cristina Tinnirello

Classe 3^Ba 

Liceo Artistico "Michelangelo Buonarroti"